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Sicilia, grano russo avanti tutta
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Secondo i dati Ismea-Coldiretti nel 2010 le importazioni sono triplicate
   
PALERMO (5 agosto 2010) - Dai 16 ai 18 centesimi al chilo. È il prezzo che i cerealicoltori siciliani stanno ottenendo per il loro grano duro: ancora molto basso per poter recuperare i costi di produzione. A lanciare l’allarme è la Coldiretti siciliana, sulla base della rilevazione dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) e della verifica sul territorio regionale. «Circa il 30% in meno e’ la percentuale indicata dall’Ismea. Nel giugno di quest’anno una tonnellata costava 156,43 euro, nel 2009 circa 222 euro. In Sicilia – sottolinea ancora la Coldiretti – in un anno e’ diminuita anche la superficie seminata e la produzione. Secondo i dati Istat 2010 sono 5.716.013 i quintali di grano duro prodotti su una superficie di
 
 
 
 
 
 
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200.378 ettari. L’anno prima la produzione era stata di 6.272.443 quintali e la superficie 228.539 ettari». La situazione è grave anche a causa dell’importazione massiccia di grano da tutto il mondo. Basti pensare che in Italia l’importazione di grano dalla Russia rispetto allo scorso anno e’ triplicata raggiungendo i 32 milioni di chili nel primo quadrimestre del 2010. Oggi è possibile spacciare come made in Italy la pasta ottenuta dal grano importato dal Messico, Turchia o Kazakistan. Cosi’ la pasta che si consuma e’ fatta con grano che arriva da fuori senza che il consumatore lo sappia. Un dato su tutti deve far riflettere: nel nostro Paese lo scorso anno sono stati importati oltre 6,5 miliardi di chili di grano duro e tenero.
 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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