ROMA (25 febbraio 2008) - «I produttori non hanno potere contrattuale, ammassano sotto trebbia, considerate le esposizione debitorie, per ottenere liquidità». Questo per Francesco Salamone, vicepresidente della Cia di Enna, uno degli elementi che “drogano” il mercato del grano, facendo sì che a stabilire le quotazioni siano gli ammassatori, perché – dice – «il grano è in mano a chi ha la possibilità di gestirlo».
C’è un reale “rischio abbandono” delle coltivazioni?
«Molti hanno già rinunciato a seguito della normativa che ha sganciato il premio dalla quantità prodotta, legandolo solo alla superficie seminabile. Chi continua a
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