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Buone tecniche per coltivare

 

L'Università di Catania in campo su semina e concimazione

 
   

PALERMO (25 novembre 2008) - In vista della prossima annata agraria la scelta varietale risulta ampia e articolata, poiché nell’ultimo ventennio sono stati raggiunti traguardi importanti sia sulla produttività sia sulla qualità della granella. Imprescindibile il ricorso all’utilizzazione di sementi certificate ricordando che il cartellino costituisce garanzia per l’acquirente. Si consiglia quindi, di acquistare semente certificata e già sottoposta a concia. Un fattore spesso trascurato è costituito dalla profondità di semina, che dovrebbe oscillare tra i 4 e i 6 cm. Questa norma non viene osservata per mancanza di macchine idonee, oltre che per una imperfetta preparazione del terreno, con conseguenze rilevanti sull’uniformità e

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regolarità delle nascite. La densità di semina più conveniente oscilla fra i 180 e i 200 chilogrammi per ettaro con l’obiettivo di realizzare una densità ottimale di 400-500 spighe/m2. Punctum dolens è in questo momento la concimazione, considerato che i prezzi di alcuni tra i concimi più diffusi sono aumentati fino al 120%. Sarebbe opportuno adottare un corretto avvicendamento con leguminose da granella o da foraggio, anticipando un concime a base di fosforo, per assicurarsi nel terreno azoto in quantità variabili, secondo la bibliografia, tra 60 e oltre 200 chilogrammi per ettaro; ciò può consentire di limitare le somministrazioni dell’elemento (difficilmente oltre le 80 unità di azoto), intervenendo eventualmente solo con una concimazione in copertura. Quest’ultima non è da tralasciare, se si considera la sua azione positiva sulla qualità della granella. Il controllo delle infestanti assume rilevanza considerata la taglia delle moderne varietà e i fenomeni di competizione che determinano decurtazioni delle rese fra il 70% e l’80%. Per il controllo di mono e dicotiledoni, effettuato prevalentemente in post-emergenza, negli ultimi anni sono stati sintetizzati nuovi ed efficaci principi attivi. Fra tutti sono da preferire quelli a persistenza limitata in modo da non rischiare di danneggiare le colture in avvicendamento.
 

Maria Grazia Lombardo
Docente di Coltivazioni erbacee - Dacpa

 
   
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