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Un pool di varietà per il rinnovamento

 

Dal Cra la ricerca al servizio degli agricoltori

 
   

PALERMO (25 novembre 2008) - La scelta varietale costituisce uno dei principali interventi migliorativi in grado di condizionare positivamente, a parità di costi di produzione, la produttività quanti-qualitativa del frumento. Vista l’estrema diversificazione delle condizioni ambientali nelle quali la cerealicoltura mediterranea viene praticata, è necessario disporre di un pool di varietà a elevata adattabilità. I programmi di miglioramento genetico sono sempre più ispirati dalla crescente richiesta da parte dell’industria di trasformazione di varietà di frumento duro in grado di soddisfare requisiti qualitativi e dall’esigenza degli agricoltori di disporre di varietà più produttive, dotate di stabilità spazio-temporale delle rese, resistenti agli

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stress di tipo biotico e abiotico, in grado di coniugare tali caratteristiche con il ricorso ad agrotecniche sostenibili dal punto di vista economico e ambientale. I dati dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) sulla diffusione delle varietà di frumento duro in Sicilia nell’annata 2005-2006 confermano l’ampia utilizzazione di poche cultivar (Simeto, Duilio, Iride, Ciccio) che occupano oltre il 70% della superficie investita a grano duro nell’Isola (vedi grafico a torta). Altre varietà, seppur valutate positivamente nel corso della sperimentazione varietale condotta da oltre vent’anni in Sicilia, stentano a trovare un’adeguata diffusione commerciale e occupano superfici trascurabili o sono del tutto assenti. Ciò dimostra la lentezza con cui avviene il ricambio varietale nonostante gli sforzi compiuti e i successi ottenuti nel corso degli anni nel campo della ricerca, con la costituzione di nuovi genotipi sempre più produttivi.
In tale direzione, la sperimentazione condotta da oltre vent’anni nell’Isola dall’ex Istituto sperimentale per la cerealicoltura (attualmente confluito nel Centro per l’agrumicoltura e le colture mediterranee del Cra) in collaborazione con le università di Catania e Palermo e la Stazione sperimentale di Granicoltura, fornisce annualmente agli operatori del settore informazioni dettagliate sull’adattabilità dei nuovi genotipi disponibili nelle diverse situazioni pedoclimatiche della Sicilia.
Nella tabella si riportano le principali informazioni produttive e qualitative sulle varietà in prova per almeno tre anni consecutivi nell’ultimo quinquennio nella rete nazionale di confronto varietale realizzata in Sicilia. I risultati medi regionali delle prove sono stati indicizzati rispetto alla media dei testimoni (Duilio, Iride e Simeto) in modo da rendere più facilmente confrontabili dati ricavati in annate diverse.
Fra le varietà in prova dal 2004 al 2008 emergono per produttività le cultivar Saragolla, Iride, Grecale e Anco Marzio tutte caratterizzate da precocità di spigatura. Le cultivar Creso, Normanno e Svevo hanno manifestato elevati contenuti proteici. I giudizi di pastificazione scaturiscono da un test effettuato adottando la metodologia ufficiale che prevede la essiccazione degli spaghetti a bassa temperatura e la valutazione di tre parametri: collosità, ammassamento e nervo. L’attitudine panificatoria è stata valutata mediante baking test, secondo il metodo Aacc modificato per il grano duro, che mira a esaltare le potenzialità qualitative degli impasti nel fornire pani di elevato volume e regolare alveolatura. Quasi tutte le varietà esaminate hanno espresso qualità pastificatoria buona o ottima. Le cultivar Svevo e Grecale hanno mostrato ottime qualità per entrambe le destinazioni d’uso.

 

Nino Virzì
Centro ricerche agrumicole e colture mediterranee - Acireale

 
   
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