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Grano duro, raccolto record ma prezzi bassi |
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Prevista 5,8 mln di tonnellate per un giro d’affari in aumento del 45% |
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ROMA (19 settembre 2008) - Raccolto record ma prezzi in discesa per il grano duro in Italia. Questa, almeno, è la valutazione data dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che, sul fronte delle quotazioni, indica anche punte del -40% rispetto alla fine del 2007. L’organizzazione agricola ha analizzato la situazione del comparto con uno studio presentato oggi nel corso della quarta Festa nazionale dell’Agricoltura in svolgimento a Genova. «Le ultime stime Istat-Ismea relative all’agosto scorso – spiega la Cia – rilevano un volume produttivo di circa 5,8 milioni di tonnellate, che consente al bilancio cerealicolo nazionale di guadagnare il 45% circa rispetto allo scorso anno. La superficie si attesta intorno ad 1,5 milioni |
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di ettari». Tra i motivi che hanno favorito gli investimenti agricoli, la Cia evidenzia gli elevati prezzi di mercato registrati lo scorso anno a livello globale, il recupero di terreni vocati alla produzione, il buon andamento climatico, il superamento del set aside. «Inoltre, le ultime stime fornite dal Centro comune di ricerca della Commissione europea riferiscono – fa notare l’organizzazione agricola – di un deciso miglioramento delle rese produttive nell’intera Ue-27, con una resa media per ettaro di 3,09 tonnellate/ha, ovvero più 9% rispetto allo scorso anno e un ben più 12% nei confronti della media degli ultimi cinque anni. La resa si attende decisamente superiore, sempre rispetto agli ultimi cinque anni, soprattutto nel nostro Paese e a seguire in Spagna, Francia e Grecia». «In base ai dati sulle superfici investite a grano duro nel 2008 fornite dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali – spiega quindi la Cia – l’incremento degli ettari a grano duro rispetto al dato 2006 è stato particolarmente elevato per l’Emilia Romagna (+113%), la Sicilia (+56%), la Basilicata (+42%) e la Toscana (+41%)». Da rilevare ancora che la superficie totale italiana a grano duro nel 2008 si è attestata su livelli simili al 2004. Secondo i tecnici dell’organizzazione agricola, inoltre, un dato molto significativo è rappresentato «dall’ottimo andamento delle rese per ettaro in estese aree di produzione». Le regioni più produttive Sicilia La superficie investita a grano duro è stata di circa 500.000 ettari, con una produzione prossima ai 9 milioni di quintali. Rispetto allo scorso anno si è registrato un incremento di circa il 15-20% sia per i volumi che per gli ettari coltivati. Toscana La produzione di grano duro ammonta a circa 424 mila tonnellate (+24% rispetto al 2006/2007), la superficie raggiunge circa 123 mila ettari (+20%). Basilicata Gli ettari investiti a grano duro sono stati circa 170.000, equamente distribuiti tra le province di Potenza e di Matera. Si tratta di circa il 10% in più rispetto al 2007. I quantitativi prodotti vengono stimato interno ai 6 milioni di quintali. Puglia La superficie investita a grano duro è di circa 400.000 ettari (nel 2007 era stata di circa 380.000 ettari), con una produzione di circa 11-11,5 milioni di quintali. Marche L’incremento sia in termini di superficie che di quantità prodotta può essere stimato interno al 30% rispetto alla precedente campagna cerealicola. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||