campagna positiva. Sottolineando, però, al contempo, dinamiche produttive e qualitative diverse in base all’andamento climatico sulla Penisola e invitando i produttori agricoli ad approcciarsi «con equilibrio al mercato, per evitare distorsioni che penalizzerebbero l’intera filiera, dalle stesse imprese agricole fino al consumatore, toccando tutti gli anelli intermedi». Le industrie aderenti ad Italmopa, per la campagna 2008, si apprestano a lavorare circa 6 milioni di tonnellate di grano duro (dei quali 4,5-5 milioni prodotti in Italia, con un aumento del 30%, che ci consentirà di ridurre l’approvvigionamento dall’estero di circa il 10%), mentre circa 3,5 - 3,6 milioni saranno i quantitativi ottenuti dalla raccolta grano tenero. Numeri interni in
crescita, dovuti in parte anche all'utilizzo del set-aside per coltivare cereali. Sotto il profilo qualitativo, dice Vacondio «senza dubbio in Puglia e in Sicilia possiamo essere più che soddisfatti, anche in un’ottica di resa molitoria, così come nel Centro Italia, in Toscana e nelle Marche, mentre è prematuro esprimere valutazioni sul raccolto al Nord, peraltro appena iniziato, ma con situazioni a macchia di leopardo: le piogge soprattutto in Emilia, Lombardia e Piemonte comprometteranno in parte le produzioni per ettaro e la qualità del prodotto. «Mentre per il frumento tenero in Emilia Romagna siamo a circa metà delle fasi di raccolta – dichiara il numero uno di Italmopa – e il rendimento delle coltivazioni è positivo, con un aumento del 10 % in più sul 2007 in volumi e un target medio di qualità assolutamente buono. Una situazione analoga si sta verificando anche
nel Veneto». Decisamente più problematico l’andamento in Piemonte e Lombardia, regioni che hanno dovuto fare i conti in maniera pesante con il maltempo, che ha provocato in diverse aree l’allettamento del frumento e che in qualche caso ha favorito la diffusione di patologie varie.
Non dovrebbero verificarsi «fiammate» o tensioni nelle contrattazioni per quanto riguarda l’andamento dei mercati. In linea di massima gli studi diffusi dalla Commissione agricoltura dell'Unione europea, calcolano anche per il 2008 prezzi sostenuti dei cereali, ma comunque piuttosto lontani dai livelli record del 2007 e dei mesi scorsi. Eppure, Ivano Vacondio stigmatizza il comportamento che si è diffuso fra gli agricoltori a partire dai mesi scorsi: «si tratta di un elemento che ci preoccupa fortemente – ammette – e riguarda la pratica delle aziende agricole di sottoscrivere contratti con magazzini e consorzi agrari di conto-deposito. Sperano che il prezzo del frumento
acceleri e in questo modo provocano un eccesso di domanda rispetto all’offerta reale. Ma il grano è una merce deteriorabile, non è come il petrolio, l'acciaio o lo zinco. Non si conserva in eterno».
Un atteggiamento che, secondo Vacondio, sta mettendo in difficoltà l’industria molitoria e rischia di ripercuotersi sull'intera filiera, agricoltori compresi.