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Cereali, cresce la produzione 2008 ma i prezzi sono alti

 

La Fao: «A gennaio il prezzo del grano a +83% rispetto al 2007»

 
   

ROMA (13 febbraio 2008) - La Fao prevede un aumento significativo della produzione cerealicola mondiale, ma i prezzi per il 2008 rimangono alti: nel gennaio 2008, infatti, il prezzo internazionale del grano è stato più alto dell’83% rispetto all’anno precedente. Lo sottolinea l’ultimo rapporto dell’organizzazione dell’Onu per l’agricoltura e l’alimentazione: «Il previsto aumento nella produzione – spiega l’organizzazione in una nota – è dovuto alla espansione delle semine di cereali invernali e alle condizioni climatiche favorevoli che hanno assistito i maggiori produttori europei e statunitensi, in concomitanza con le prospettive generalmente soddisfacenti degli altri Paesi». «Con le scorte in diminuzione, – si legge nel

Cereali
 
 
 
 
 
 
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rapporto – malgrado i raccolti mondiali record della stagione passata, la domanda di cereali forte e continua mantiene alta la pressione sui prezzi internazionali». Nell’anno in corso si attende “un’impennata” del commercio cerealicolo mondiale totale «principalmente a causa del forte aumento della domanda di cereali», soprattutto per uso mangimistico nell’Unione europea. Per i Paesi più poveri si prevede un calo delle importazioni di cereali, Secondo il rapporto Fao, subiranno un calo di volume pari al 2% circa nel 2007-08 e tuttavia «per il forte rialzo internazionale del prezzo dei cereali e delle tariffe di trasporto – rimarca la Fao – si prevede che la spesa per le importazioni di cereali salirà del 35% per il secondo anno consecutivo». Anche i prezzi per gli alimenti di base «sono aumentati in molti paesi in tutto il mondo», colpendo maggiormente le popolazioni vulnerabili. Per fronteggiare l’alto costo del cibo e le incertezze del mercato e garantire le informazioni necessarie a tutti i Paesi, la Fao ha annunciato il lncio di un nuovo portale web che mette insieme studi e dati rilevanti Fao sulla situazione alimentare mondiale. In tutto il mondo, secondo la Fao, sono 36 i Paesi che si trovano attualmente a dover fronteggiare una crisi alimentare. Le prospettive per i cereali nel 2008 sono in chiaroscuro: nel Nord Africa, in Africa meridionale, nonostante le gravi inondazioni locali. In Asia, le prime proiezioni indicano un raccolto di grano totale all’incirca simile a quello record dello scorso anno. Le prospettive per il mais del 2008 sono complessivamente soddisfacenti in Sud America, sebbene le previsioni rimangano incerte in Argentina. Le urgenze riguardano soprattutto Africa meridionale e Sud America. Gravi inondazioni hanno messo in difficoltà il settore
agricolo in Mozambico, Zimbabwe, Zambia e Malawi. In Bolivia, oltre 42 mila famiglie hanno bisogno di assistenza umanitaria e vaste aree coltivate sono andate perdute in tutto o in parte. Il freddo estremo nell’Asia centrale in Cina, Mongolia, Afghanistan e Tajikistan «ha causato – ricorda la Fao – perdite umane e determinato la distruzione di raccolti e bestiame».

 
   
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