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Fao, scarseggiano riso, frumento e mais

 

Venerdì l’organizzazione presenterà le nuove iniziative

 
   

ROMA (10 aprile 2008) - I prezzi alimentari mondiali sono cresciuti del 45% negli ultimi nove mesi e sul mercato cominciano a scarseggiare riso, frumento e mais. A lanciare l’allarme è il direttore generale della Fao, Jacques Diouf. All’origine della crisi alimentare, secondo Diouf, «c’è il calo della produzione legata al cambiamento climatico, che ha trascinato al minimo storico le scorte». Ma incidono anche la maggiore domanda di carne e di prodotti caseari nei paesi con economie emergenti; si tratta infatti di produzioni che necessitano di foraggio e mangime, contribuendo ad accrescere la domanda dei prodotti agricoli, già sotto pressione anche per via della produzione dei biocombustibili. Inoltre, la corsa del

Cereali
 
 
 
 
 
 
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petrolio fa rincarare i costi dei trasporti e di alcuni fitosanitari, contribuendo ad aumentare i costi finali del prodotto. «Sono necessarie misure urgenti – spiega Diouf – per evitare che gli effetti negativi di breve periodo degli aumenti dei prezzi alimentari non abbiano conseguenze ancora più gravi sulle fasce più povere della popolazione mondiale». Da tempo la Fao lavora all’iniziativa per la riduzione dei prezzi alimentari (Ifsp, Initiative on Soaring Food Prices), indirizzata ai produttori più vulnerabili. Con l’iniziativa si punta a migliorare il loro accesso alle materie prime, come le sementi e i fertilizzanti, e a sostenere il progresso delle pratiche produttive. Tra gli obiettivi dell’organizzazione c’è anche la promozione di associazioni e cooperative per raggruppare i piccoli produttori. Venerdì la Fao farà il punto sui risultati ottenuti fin qui e lancerà le nuove iniziative, presentando anche le ultime stime sulla produzione cerealicola del 2008. «Negli ultimi anni alcuni Paesi in via di sviluppo sono diventati importatori netti di prodotti alimentari – sottolinea Lennart Båge, presidente dell’Ifad (International Fund for Agricultural Development) – aggiungendo che in paesi come Bangladesh e Zambia quasi il 40% della popolazione è sottonutrita». «Con maggiori investimenti nel settore agricolo e nello sviluppo rurale, i 400 milioni di piccoli agricoltori del pianeta potrebbero sviluppare il loro potenziale sotto utilizzato – aggiunge Båge – non solo per migliorare la propria alimentazione e il proprio reddito, ma anche per rafforzare la sicurezza alimentare nazionale e la complessiva crescita economica».  Anche il cambiamento climatico rappresenta una grossa sfida per la capacità del mondo di nutrire una popolazione in continuo aumento. «Siccità, penuria d’acqua e l’inquinamento del territorio, dell’atmosfera e degli oceani – sottolinea invece Kandeh Yumkella, direttore generale dell’Unido (Organizzazione delle nazioni unite per lo sviluppo industriale) – pongono nuove minacce per le terre coltivate, per gli allevamenti per la pesca. Sono infatti agricoltura e zootecnia a fornire la materia prima essenziale per l’esistenza stessa degli esseri umani in termini di alimentazione».

 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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