circa 3 miliardi di euro (+11% rispetto al 2006), ottenuta per la maggior parte al Centro Nord. Una rilevante rete strutturale (oltre 1.200 agenzie di vendita e 1.640 tra impianti di produzione e distribuzione), 519 magazzini cereali per oltre 2,3 milioni di tonnellate di capacità e oltre 3 milioni di tonnellate di prodotto commercializzato; 22 mangimifici; la leadership di mercato nella distribuzione di mezzi tecnici (in
particolare fertilizzanti, antiparassitari, sementi e carburanti agricoli) ed erogazione di servizi (assicurazione, assistenza tecnica, commercializzazione cereali). «I mercati agricoli internazionali, in particolare quelli delle commodities, sono al centro di una serie di squilibri e tensioni che impongono ai responsabili di aziende come i Cap una attenta valutazione degli scenari e dei rischi da affrontare per rimanere competitivi. Al tempo stesso la crescente importanza del mercato dei cereali, anche ai fini dell’autosufficienza alimentare del Paese, ha acceso i riflettori su chi, come i Cap, da sempre è abituato a gestire grandi quantità di prodotto». Con le istituzioni pubbliche, a
partire dal Ministero, siamo impegnati – prosegue Pancaldi – «nella costruzione di progetti innovativi come la questione nitrati al Nord, che da problema possono diventare risorsa,
oppure sul fronte delle energie rinnovabili e del fotovoltaico». In ambito nazionale 53 aziende (35 in bonis e 18 in amministrazione controllata con autorizzazione all’esercizio provvisorio) sono in attività e garantiscono servizi indispensabili agli agricoltori ai migliori prezzi di
mercato.