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Pasta di qualità, “sì” alla ricerca |
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Il mondo scientifico dà il via libera alla proposta di legge |
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ROMA (5 dicembre 2007) - Via libera dal mondo della ricerca alla proposta di legge per la pasta di alta qualità. È quanto hanno riferito in Commissione agricoltura alla Camera i rappresentanti del Centro per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (Cra) e delle università di Catania, Reggio Calabria e Foggia, circa la proposta Misuraca denominata “Disposizioni per lo sviluppo della filiera della pasta di alta qualità prodotta in Italia”. Secondo i ricercatori si tratta di uno strumento utile per valorizzare un prodotto tipico, che però deve rispettare precisi parametri, a partire dal fatto che il grano duro sia 100% made in Italy. «È tutta la filiera che deve essere assoggettata a dei requisiti – sottolineano i ricercatori |
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Massimo Palumbo del Cra e Grazia Maria Lombardo dell’università di Catania – con accordi quadro per le coltivazioni e con attenzione alla prima e seconda trasformazione (mugnai e pastai)». Particolarmente importante per la sicurezza alimentare devono essere poi sia il basso contenuto di micotossine inferiori al livello stabilito in Ue, che caratterizza ad esempio le produzioni del sud, sia l’essiccazione a bassa temperatura. «Si tratta di favorire le produzioni di qualità del nostro Paese – ha detto il presidente della Commissione, Marco Lion – di renderle evidenti, colmando una mancanza della nostra legislazione; vogliamo comunque arrivare alla certificazione non solo della pasta, ma di tutti i prodotti che, pur essendo conosciuti nel mondo, non possono rendere evidente la loro eccellenza». |
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