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Pane e pasta, stop ai rincari |
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Mr Prezzi: «Aumenti ingiustificati. Più controlli» |
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ROMA (7 agosto 2008) – Mister Prezzi scende in campo sui rincari record di pane e pasta. Dopo il tavolo di confronto, convocato con i rappresentanti delle categorie coinvolte per chiarire la situazione e trovare un rimedio contro i prezzi impazziti, Antonio Lirosi ha dichiarato: «Stiamo presentando un dossier, dal quale emerge che l'attuale livello dei prezzi non ha giustificazioni». «Così come i prezzi al consumo di pane, pasta e derivati da ottobre a febbraio erano aumentati per fattori oggettivi, legati al rialzo delle materie prime – ricorda Mister Prezzi – così quegli stessi fattori oggi impongono una immediata inversione di tendenza dei prezzi al consumo». «Chiederemo ora a tutte le categorie dell'industria di trasformazione e |
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di distribuzione – spiega Lirosi – di fare il loro compito per favorire questo rientro». «Da parte nostra – conclude Mister Prezzi – credo che attiveremo da settembre un piano di controlli per verificare che gli andamenti dei prezzi nei passaggi di filiera siano coerenti con l'andamento del mercato internazionale». «Bisogna assicurare il normale approvvigionamento all'industria» è la posizione di Mister Prezzi che ribadisce come il mercato internazionale, se non ci saranno sconvolgimenti ha iniziato una fase di rientro. Quanto ai dati sulla raccolta del grano Lirosi, facendo riferimento ai recenti dati Ismea, ha confermato l'aumento di produzione, fugando quindi ogni allarme su una «carenza di approvvigionamento». Da Mister Prezzi è arrivato poi il monito a fare attenzione «ad analisi e statistiche fai da te», analisi che possono «essere un alibi per una manovra di speculazione». «L'attuale livello dei prezzi al consumo di pane e pasta – prosegue Lirosi – non trova più giustificazione nell'andamento del mercato delle materie prime, che da tre settimane ha iniziato una fase di discesa». Coldiretti Il prezzo del grano, che è oggi lo stesso di quello rilevato all'inizio dell'anno, non offre nessun alibi per ulteriori aumenti dei prezzi del pane e della pasta al consumo. È quanto afferma la Coldiretti in occasione del Tavolo convocato dal garante dei prezzi Antonio Lirosi sul problema del caro pane e pasta. A favorire la crescita dell'inflazione nell'agroalimentare, secondo la Coldiretti, sono soprattutto le distorsioni e i troppi passaggi esistenti nella filiera. Per questo sta lavorando ad una strategia per razionalizzare la filiera con un piano che vede il coinvolgimento, delle imprese agricole, del sistema dei consorzi agrari (Assocap), di CoopColdiretti e del sistema dei farmers market. «L'obiettivo è tra l'altro – sottolinea la Coldiretti – quello di combattere la speculazione internazionale sui cereali che è costata al sistema Paese circa 400 milioni di Euro nell'ultimo anno. La gestione delle scorte assume quindi un ruolo strategico, non solo perché aumenta la flessibilità dell'offerta, ma soprattutto perché – argomenta – con la possibilità di stoccaggio si possono far rimanere nel nostro paese i profitti che le speculazioni internazionali realizzano anche sulle produzioni italiane e ridurre la dipendenza dalle fluttuazioni dei prezzi». Per la definizione del piano, che sarà presentato al Governo nei prossimi mesi, la Coldiretti auspica infine la partecipazione del sistema della trasformazione artigianale e industriale e della piccola e grande distribuzione. Confagricoltura I prezzi “franco azienda” di pasta e pane non sono responsabili degli aumenti che si registrano al consumo; la tendenza alla produzione, anzi, va verso una flessione dei ricavi per unità di prodotto. Lo sottolinea in una nota Confagricoltura diffusa in relazione all'indagine avviata da Mr. Prezzi (il Garante per la sorveglianza dei prezzi) sulle quotazioni di pasta e pane e sul Tavolo convocato per oggi al ministero dello Sviluppo economico. Confagricoltura fa presente che, mentre si discute di “inflazione da pasta”, la quotazione media del frumento duro a giugno 2008 si è ridotta di oltre il 14% su base mensile (da 410 euro a tonnellata di maggio a 349,6 euro a tonnellata di giugno) ed a luglio ha subito un'ulteriore riduzione dell'8,4% (320 euro/t). Praticamente si è tornati, con una parabola discendente, ai livelli di settembre 2007 (315,2 euro/t). Analogo comportamento si registra anche per il frumento tenero che solo a luglio ha perso il 13,3% rispetto al mese passato (207,1 euro/t rispetto al 238,8 euro/t di giugno). «Tutto questo – sottolinea Confagricoltura – mentre i costi di produzione sono aumentati e non accennano a diminuire. Il costo per l'acquisto dei fertilizzanti, sempre a giugno 2008, è aumentato, afferma l'organizzazione agricola, di quasi il 9% in media rispetto a maggio 2008. I concimi fosfatici, ma anche i concimi complessi (binari e ternari) costano il 60% in più rispetto all'anno precedente». La scheda sul caro grano I prezzi del frumento tenero destinato alla panificazione e del grano duro utilizzato per la pasta hanno preso la curva discendente da diversi mesi. Dopo il picco di 494,2 euro a tonnellata registrato a febbraio scorso il grano duro è sceso a luglio a 320,2 euro a tonnellata (-35%). Per il frumento tenero si è passati dal picco di 285,0 euro a tonnellata di marzo ai 207,1 euro a tonnellata di luglio (-25%). Ecco a seguire l'andamento degli ultimi sei mesi secondo le elaborazioni di Confagricoltura su dati Ismea.
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