domanda sospinta sia dall’impetuosa espansione dei consumi nei Paesi emergenti, sia dal crescente uso energetico dei prodotti cerealicoli. Considerato il perdurare di questa tendenza, Italmopa conferma la necessità di avviare con urgenza una riflessione finalizzata a individuare gli strumenti di regolazione e di gestione di un settore produttivo, quello dei cereali, che costituisce universalmente la base dell’alimentazione umana. A questo scopo, Italmopa si è resa promotrice di alcune proposte orientate a garantire il corretto approvvigionamento dell’industria molitoria nazionale e, di conseguenza, una maggior tutela delle esigenze e delle aspettative dei consumatori: l’abrogazione dei dazi e contingenti applicabili, a livello comunitario, all’importazione di frumento da Paesi Terzi; l’allargamento delle superfici a seminativi attraverso l’abolizione definitiva del set-aside; la moratoria quinquennale sull’utilizzo di
cereali destinati alla produzione di bioenergie; la ricostituzione di scorte strategiche; l’incremento della fluidità dei mercati anche attraverso lo sviluppo dei contratti di coltivazione e fornitura. Tali proposte assumono particolare rilievo per la situazione italiana. L’Italia, infatti, è fra i maggiori importatori di frumento destinato all’alimentazione umana, ed è quindi pericolosamente esposto ad un ulteriore peggioramento degli attuali squilibri cerealicoli internazionali. «Come più volte ribadito da Italmopa, tale situazione ha origine in fattori di natura strutturale più che congiunturale – sottolinea Vacondio – e non potrà pertanto essere risolta da un probabile incremento
del prossimo raccolto internazionale di frumento. La crisi duratura dei mercati cerealicoli ci impone di affrontare urgentemente, anche attraverso lo sviluppo di una dialettica costruttiva con il mondo agricolo organizzato, le principali criticità delle filiere nazionali del frumento al fine di assicurare l’incremento, il dinamismo e la competitività delle stesse».