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Alveari, in Sicilia centomila a rischio di estinzione

 

Le gelate di febbraio hanno compromesso la produzione di miele

 
     
di Annalisa Ricciardi    
     

PALERMO (15 maggio 2008) –Non finisce di preoccupare il caso della “moria delle api”. C’è chi dice che si tratti di un evento ciclico e chi invece lo considera un fatto eccezionale e critico. In ogni caso, come riportato nel numero di Terrà appena uscito, gli oltre centomila alveari siciliani rischiano di essere solo un ricordo per via di un grave indebolimento delle famiglie, dovuto a vari fattori. Primo fra tutti sembra l’andamento climatico che provoca una anomala alternanza o, in alcuni casi, l’assenza della fioritura nelle piante. «A febbraio – ricorda Maria Rosa Battiato, referente della filiera miele per l’assessorato regionale all’Agricoltura – le gelate che hanno interessato la piana di Catania hanno compromesso la fioritura

Api
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Varroa e peste i nemici naturali
 
 
 
 
 
 

degli agrumi con effetti negativi sulla produzione di miele e sulla consistenza delle famiglie». Ma le cause sono anche antropiche. L’utilizzo indiscriminato degli antiparassitari nelle colture arboree ha infatti causato nel tempo la selezione di ceppi resistenti di batteri e virus che oggi colpiscono le popolazioni. Per non parlare degli effetti diretti sugli insetti, tanto che le associazioni apistiche e Legambiente nei giorni scorsi hanno chiesto al ministero per le Politiche agricole e alle Regioni di definire una possibile moratoria dell’uso delle sostanze killer impiegate nella semina dagli agricoltori. Già in Francia il consiglio di Stato aveva definito la sospensione dell’autorizzazione d’uso di neurotossici e neonicotinoidi su tutte le colture di interesse apistico. «In Italia – precisa Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legabiente –, nonostante non ci siano ricerche che attestino il principio di causa-effetto di queste sostanze, si verifica una concatenazione causale evidente con la moria delle api dopo l’introduzione di queste molecole in agricoltura». Infine, ma non ultimo, il problema degli antibiotici. «Nell’Isola per anni sono stati utilizzati antibiotici per curare le api, anche in via preventiva e nonostante fosse proibito – precisa Maria Rosa Battiato – perché il settore in realtà non è mai stato perfettamente sotto controllo da parte delle istituzioni né molto in luce. Inoltre, in assenza di un’apposita sperimentazione e visto che con certe dosi di antibiotici si potevano controllare alcune malattie, si è un po’ fatto abuso di sostanze che oggi, per via della forte repressione e dell’orientamento alla sostenibilità ambientale, non si possono usare più». Intanto dalla Toscana arriva la proposta di un programma di ricerche, finanziato dal ministero in collaborazione con le Regioni per individuare con certezza le cause dello spopolamento degli alveari. Tante minacce dunque per un insetto che riveste un ruolo importante per lo sviluppo dell’agricoltura e per il mantenimento degli equilibri agronomici visto che impollina oltre l’80% delle piante. Non a caso Albert Einstein all’inizio del ventesimo secolo disse: «Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita».

I numeri nell’Isola

Provincia

Aziende

Alveari

Agrigento

49

5.851

Caltanissetta

50

6.000

Catania

350

50.000

Enna

6

836

Messina

67

6.256

Palermo

65

12.979

Ragusa

45

3.000

Siracusa

100

15.000

Trapani

53

3.250

Totale Sicilia

785

103.172

Fonte: assesorato Risorse Agricole e Alimentari (Uo Giarre)
 
   
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