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Moria api, domani un tavolo di settore

 

Apicoltori accusano i fitofarmaci di essere la causa del fenomeno

   
     

ROMA (7 aprile 2008) - Dopo le richieste di Agrofarma, il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, ha fissato per domani un tavolo di confronto sul problema della moria delle api. «Condividiamo appieno la preoccupazione per la moria che sta colpendo così diffusamente il mondo delle api – commenta il ministro motivando le scelte del tavolo tecnico –, una risorsa imprescindibile per il nostro ecosistema e per il mondo dell'agricoltura. Stiamo facendo tutto il possibile per individuare le cause del fenomeno: i nostri istituti di ricerca, infatti, sono già al lavoro». Per gli apicoltori la causa della eccezionale moria di api degli ultimi anni è

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causata dagli insetticidi applicati direttamente sulle sementi. Per Agrofarma, invece «sono molteplici le cause», come ad esempio «la recrudescenza degli attacchi di Varroa, alcuni patogeni quali virus e Nosema, i cambiamenti climatici. Tra queste concause – afferma Agrofarma – l`impiego di agrofarmaci è solo un`ipotesi tra le altre».«Considerato che ad oggi non vi sono certezze scientifiche sulle reali cause della moria di api – dice Luigi Radaelli, presidente dell’associazione agrofarmaci è solo un`ipotesi tra le altre».«Considerato che ad oggi non vi sono certezze scientifiche sulle reali cause della moria di api – dice Luigi Radaelli, presidente dell’associazione – il tavolo di confronto ha la funzione di avviare nel più breve tempo possibile tutte le azioni necessarie a fare chiarezza sull`argomento». Il tavolo, aggiunge l’organizzazione, è «la migliore risposta a manifestazioni, quali il sit in organizzato domani di fronte al ministero dell`Agricoltura le quali, per quanto legittime, non consentono per un dialogo sereno e costruttivo». Legambiente e Unaapi hanno infatti convocato per domani mattina un sit-in di protesta davanti al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali per richiamare l’attenzione sul problema. La Federazione apicoltori italiani invece non aderisce perché, spiega il direttivo in una nota sul sito internet, vuole evitare di «delegare alla rappresentanza dei problemi apistici organizzazioni esterne al settore».
Intanto la Provincia di Bolzano ha fissato da venerdì 11 aprile il divieto di applicare prodotti fitosanitari dannosi alle api durante il periodo di fioritura dei fruttiferi che si trovano fino a 700 metri di quota. La Ripartizione provinciale Agricoltura ha stabilito con decreto i principi attivi, presenti in prodotti fitosanitari, considerati dannosi alle api. Inoltre, si rende noto che come misura preventiva contro la diffusione del colpo di fuoco batterico tramite le api è vietato spostare alveari di api da un impianto di pomacee all’altro fino al 15 giugno, a meno che essi non siano stati tenuti prima in un locale oscurato e chiuso per almeno 48 ore oppure per almeno 72 ore in un luogo situato a quote superiori a 1400 metri.
 
   
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