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Moria api, chiesto monitoraggio coordinato

 

Fai: «Senza interventi si rischia estensione problema ad altri ambiti»

 
     

ROMA (9 ottobre 2008) - La dimensione del fenomeno della moria delle api «rischia di determinare un danno non più circoscritto al solo ambito agricolo» se non si porranno in atto «interventi coordinati». È quanto ha osservato la Federazione apicoltori italiani durante l’audizione in XIII commissione Ambiente del Senato. «Superare tale emergenza equivale a limitare ripercussioni sul piano ecologico», osserva la Fai che ritiene importante che «l’apicoltura va sorvegliata e riportata ad una condizione di piena normalità, anche attraverso il coinvolgimento del ministero dell’Ambiente». Il presidente Fai, Raffaele Cirone, ha sottolineato la necessità che si dia «compiuta attuazione» alla legge n. 313/2004 per la disciplina

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dell’apicoltura. La legge riconosce l’attività «di interesse nazionale utile per la conservazione dell’ambiente naturale, degli ecosistemi e della biodiversità». La Fai è pronta, in questo, a offrire il proprio contributo organizzativo a un «capillare piano di monitoraggio che veda coinvolti più soggetti istituzionali (ministero dell’Ambiente, delle Politiche agricole, della Salute, Regioni e Ricerca) e che assicuri il pieno coordinamento di ogni intervento volto a contrastare il fenomeno della moria delle api».
 
   
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