Home Informazione Eventi & Sagre Multimedia Scaffale  
     
       

Miele, api fuggono dalle campagne

   

Gli allevatori italiani lanciano il grido d’allarme

   
     

ROMA (26 agosto 2008) - Fuggono dalle campagne in cerca di aria pulita e prendono d’assalto spiagge e città. Protagoniste dell’insolito esodo sono le api italiane, che, denuncia la Cia-Confederazione italiana agricoltori, «tra mutamenti climatici, onde radio e magnetiche», soprattutto nel periodo estivo, tendono ad abbandonare il loro habitat naturale, «con danni pesantissimi per la produzione del miele e, soprattutto, per il processo di impollinazione, fondamentale per rendere più produttiva l’agricoltura». La Cia, che ha effettuato un monitoraggio sul territorio nazionale per verificare lo stato del settore apistico nazionale, parla di «vero e proprio dramma»: «La produzione di miele – spiega una nota – è la peggiore degli

Ape
.
 
 
 
 
 
 
 
ultimi 20 anni, con un taglio di circa il 40%». Inoltre, a risentire del fenomeno è, secondo la confederazione, l’agricoltura nel suo complesso: «Le api contribuiscono per oltre l’80% all’impollinazione delle coltivazioni. Quindi, anche se difficilmente quantificabile in un dato preciso, il danno per la mancata impollinazione nei campi, e quindi per la mancata produzione, si può stimare in almeno 2 miliardi di euro». L’impatto per il settore, che conta più di 70 mila apicoltori, oltre un milione e 100 mila alveari, una produzione di miele che supera le 119 mila tonnellate l’anno, per un valore monetario di 27 milioni euro, è devastante: «Bisogna urgentemente scoprire le vere cause del fenomeno e trovare i rimedi, per una situazione non più sottovalutabile, con un impatto nefasto per l’ecosistema e per la tutela della biodiversità». Un fenomeno che non provoca disagi solo agli agricoltori: negli ultimi tre mesi, sui litorali marini della penisola e in particolare nel versante ionico della Calabria, si è assistito a una vero assalto ai bagnanti da parte delle api. E anche, in città, segnala la confederazione degli agricoltori, spuntano favi ovunque: sotto i cornicioni dei palazzi e nei condotti dell’aria condizionata. «Ovviamente anche queste api sono destinate a perire, oltre ad essere un vero pericolo per l’incolumità delle persone. I favi – conclude la Cia – anche se esteticamente apprezzabili dovranno necessariamente essere rimossi».
 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
Regione Siciliana