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Crisi miele, serve subito un sostegno agli apicoltori

 

La Cia: «Agli agricoltori occorrono sementi non trattate»

   
     

ROMA (23 settembre 2008) - Dopo il blocco, in via cautelativa, dell’utilizzo di alcuni fitofarmaci, ritenuti una delle possibili cause della moria di api nel Nord Italia, occorrono «interventi a sostegno degli apicoltori colpiti». Lo afferma la Confederazione italiana agricoltori (Cia), secondo la quale «siamo in presenza di una situazione allarmante. Basti pensare che le api contribuiscono per oltre l’80% all’impollinazione delle coltivazioni». Non è, quindi, a rischio soltanto la produzione di miele. In pericolo vi sono molte colture e possono esserci riflessi negativi anche nel settore zootecnico, vista l’importanza che riveste l’impollinazione nei confronti dei pascoli e del foraggio. «Servono – prosegue la Cia – provvedimenti mirati a

Miele
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sostegno del settore che conta più di 70 mila apicoltori, oltre un milione e 200 mila alveari, una produzione di miele che supera le 10 mila tonnellate l’anno» e allo stesso tempo, «essendo ormai ravvicinato il periodo delle semine, occorre che vengano messe a disposizione degli agricoltori le quantità necessarie di sementi non trattate con i prodotti oggetto della sospensione».

 
   
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