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Miele, un dolce viaggio tra 50 varietà |
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L’Italia è l’unico Paese che offre questa ampia gamma di scelta |
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ROMA (8 settembre 2008) - Un viaggio all’insegna della golosità e delle curiosità, seguendo il sapore dolce del miele. Solo così si possono scoprire il “castagno dei cento cavalli”, albero più antico e più grande d’Europa a Sant’Alfio Etneo; Ne, città col nome più corto del mondo e i mosaici rebus di Marentino. Sono queste alcune delle sorprese che si possono trovare nella nuova guida “Città del miele 2008”, realizzata dall’associazione delle Città del miele italiane, una sorta di viaggio lungo l’Italia seguendo il volo delle api, tra storia, curiosità, itinerari e tradizioni culinarie. Regione per regione, non solo l’appassionato, ma anche il semplice lettore potrà trovare spunti per un viaggio sicuramente insolito del Paese, |
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passando tra 40 comuni diversi e soprattutto tipi di miele diversi. Come sottolinea il direttore di “Città del miele”, Dino Robato, «l’Italia è l’unico Paese al modo che offre oltre 50 tipologie diverse, alcune uniche in virtù del loro territorio , dal timo ibleo al miele di Barena della laguna Veneta, a quello del corbezzolo all’asfodelo della Sardegna per arrivare ai più noti, come quello di acacia o il tradizionale millefiori». Insomma, una ricchezza tutta da scoprire che vede impegnati oltre 75 mila apicoltori con 1 milione e 100 mila alveari che producono più di 11 mila tonnellate ogni anno. «Un libro come questo – scrive Giorgio Celli, entomologo di fama mondiale dell’Istituto Guido Grandi dell’Università di Bologna, che firma la prefazione della guida “Le Città del miele 2008” – serve a ricordarci che non esiste un solo miele ma tanti mieli diversi e che questa sostanza che le api, brave alchimiste, elaborano, prima nella borsa melaria, poi nelle cellette dell’alveare, offre al palato mille diversi possibili piaceri, che costituiscono la mappa gustativa del territorio di provenienza». I consumi in Italia Nel Bel Paese il consumo pro-capite di miele è tra i più bassi d'Europa: solo 400 grammi a testa, il 35% in meno rispetto alla media europea, che si attesta intorno ai 600 grammi, nonostante l'Italia vanti il primato mondiale nella varietà di mieli prodotti. Il dato emerge dall’analisi degli esperti del settore che si riuniranno a Montalcino (Siena) dal 12 al 14 settembre prossimi in occasione della “Settimana del miele”. «In Paesi come la Germania (1 kg e mezzo procapite), l'Inghilterra (800 grammi) o la Francia (600 grammi) – evidenziano gli esperti – il consumo di miele rappresenta una consolidata tradizione alimentare, per la prima colazione ma anche abbinato ad altri cibi. Riguardo alle scelte, l'importante, sottolineano i nutrizionisti, è che il miele sia artigianale, genuino e soprattutto italiano: per questo è importante leggere bene l'etichetta e scegliere solo miele ove sia riportata chiaramente l'origine geografica e l'indicazione dell'apicoltore che lo ha prodotto».
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||