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Apicoltura, raddoppia l’import di miele

 

Oltre il 60% proviene dall’Argentina. La produzione straniera supera il made in Italy

 
     

ROMA (27 agosto 2008) - Raddoppio delle importazioni di miele straniero in Italia, che per oltre il 60% provengono dall’Argentina. Lo rende noto Coldiretti, sulla base dei dati sul commercio estero dell’Istat nei primi 4 mesi del 2008. «Produzione che – sottolinea l’organizzazione agricola – potrebbe superare a fine anno quella made in Italy che, per effetto della moria delle api, è quasi dimezzata e si dovrebbe attestare al di sotto delle 7 mila tonnellate». Per i consumatori, che ne acquistano circa 400 grammi a testa all’anno, il rischio è, continua Coldiretti, di acquistare miele straniero con minori garanzie qualitative rispetto al nostro e per questo occorre verificare attentamente l’etichettatura. «La crisi del settore apistico

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– rimarca Coldiretti – mette a rischio non solo la produzione in se, ma anche l’alimentazione, che dipende per oltre un terzo da coltivazioni impollinate: prodotti come mele, pere, agrumi, zucchine, girasole, kiwi, addirittura la carne dipendono dall’azione delle api». A rischio in Italia è una popolazione stimata di 50 miliardi di api in oltre 1,1 milione di alveari.

Apicoltori pronti a gettare la spugna
 
   
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