neonicotinoidi, ossia pesticidi detti “sistemici” e commercializzati da Bayer, Basf e Syngenta. Questi fitofarmaci, spesso impiegati sotto forma di concia per le sementi, (Poncho e Gaucho della Bayer, Cruiser della Syngenta e Regent della Basf), hanno principi attivi le cui molecole si disperdono nell’ambiente al momento della semina ricadendo anche sulle piante che non sono destinate a questo trattamento. Secondo i ricercatori, le molecole tossiche di questi agrofarmaci entrano in questo modo nel ciclo vitale delle piante e vi rimangono fino alla fioritura trasformando il fiore in un inganno letale per le api che vanno a bottinare. Gli esperti hanno constatato che i principi attivi di questi pesticidi, l’imidacloprid della Bayer, il fipronil della Basf e il thiamethoxan della Syngenta, mandano in tilt il sistema nervoso dei preziosi insetti. Le api non riescono così a fare ritorno agli alveari e vanno incontro a morte certa. Decisione, quella del ministero dell’Agricoltura francese, che acquista in Italia una valenza significativa alla luce di quanto dichiarato al Velino, lo scorso 17 dicembre, dal sottosegretario delle Politiche agricole Guido Tampieri, già a proposito della sospensione del Gaucho: «Diversamente da quanto accaduto in Italia, in Francia questi prodotti sono già stati sospesi. Mi sono fatto inviare tutti gli incartamenti riguardanti la scomparsa delle api e proprio in questi giorni chiederò al ministero della Sanità un supplemento di istruttoria su questi prodotti. Penso – sostiene Tampieri – che il fatto che la Francia abbia sospeso l’autorizzazione di impiego dei neonicotinoidi sia in questo senso un precedente importante di cui tenere conto». Mentre dalla Bayer preferiscono non commentare e da Syngenta si rimane in attesa di una dichiarazione dalla sede francese, le organizzazioni apistiche esprimono la loro soddisfazione. Sebbene con delle riserve. «Nonostante anche in Francia ci siano forti pressioni politiche da parte delle multinazionali della chimica, vige nella maggior parte dei casi il principio di precauzione», commenta Francesco Panella, presidente dell’Unione nazionale tra le associazioni degli apicoltori italiani (Unaapi). Secondo Panella la notizia del rifiuto francese per quanto riguarda l’autorizzazione d’uso del Poncho è un fatto sicuramente da considerare positivo e crea un precedente importante che potrà pesare sulle future decisioni italiane. |
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