alla formazione per qualificare gli operatori del settore, privilegiando i giovani apicoltori. In ogni caso, si punta ad aumentare la qualità del miele: l’assessorato concederà il contributo solo a fronte della certificazione sanitaria del grado di purezza della razza di api acquistate». Il dirigente generale del dipartimento Interventi strutturali dell’assessorato Agricoltura, Rosaria Barresi, firmataria del bando, aggiunge «sciami e api regine dovranno avere una purezza almeno del 70% rispetto alla razza scelta, certificata dall’autorizzazione sanitaria rilasciata dai servizi veterinari delle Asl che attestano le condizioni igienico sanitarie. L’investimento per l’acquisto, per singola impresa, non potrà superare i 20mila euro, e comunque, non si potranno acquistare sciami oltre il 50% del patrimonio apistico già in possesso».
Nel caso in cui le richieste, infatti, superino la disponibilità prevista, nella fase della definizione della graduatoria, sarà assegnato un punteggio più alto alle forme associate la cui maggioranza dei soci non abbia compiuto i 40 anni o sia di genere femminile.
Saranno finanziate diverse tipologie di interventi attraverso la concessione di contributi in conto capitale, da un minino del 50 ad un massimo del 100% delle spese sostenute. I beneficiari potranno essere: istituti di ricerca, enti specializzati del settore agricolo-sanitario e forme associate di apicoltori, enti pubblici e privati. Saranno messi in campo incontri periodici con gli apicoltori, presidi sanitari, indagini e interventi sul campo dal basso impatto chimico sugli alveari per combattere la varroa; saranno realizzate mappatura delle aree nettarifere e acquistate nuove strumentazioni, sciami e api regine.
Le domande dovranno essere presentate utilizzando il modello predisposto dall’Agea, che si potrà scaricare dal sito www.sian.it, e dovranno essere inviate entro e non oltre il sessantesimo giorno da quello successivo alla data di pubblicazione del bando.