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Crisi miele, apicoltori pronti a gettare la spugna

 

Secondo un sondaggio il 38% degli allevatori pensa di abbandonare il mestiere

 
     

ROMA (26 agosto 2008) - Il 38% degli apicoltori italiani sta meditando di abbandonare per sempre i propri alveari se non si risolve al più presto la profonda crisi che sta attraversando il comparto. Lo rivela un sondaggio rivolto a 200 apicoltori professionisti di tutte le regioni e promosso dalla “Settimana del Miele” di Montalcino (12-14 settembre), nel sottolineare che «il 10% degli apicoltori amatoriali ha già gettato la spugna». Sul fronte professionale, gli apicoltori di mestiere italiani, ovvero coloro che possiedono più di 250 arnie, sono  oggi circa 50 mila, con 1,1 milioni di alveari, per un business di 60 milioni di euro. Elevato il titolo di studio: 60% è diplomato, il 20% possiede una laurea. A rendere ardua

Apicoltore
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oggi l'attività – si legge nella nota – è la scomparsa delle api, dovuta principalmente ai nuovi, potentissimi insetticidi irrorati copiosamente nelle campagne, che hanno contribuito alla morte del 40% degli alveari italiani, con picchi fino al 50% in alcune regioni del Nord, come la Lombardia. «Rimpiazzare una singola famiglia di api – spiega il  presidente dell'Unione Nazionale degli Apicoltori Italiani Francesco Panella – costa mediamente 100 euro, che moltiplicati per 250 arnie fanno 25.000 euro. E il 2008 ha visto una contrazione del 50% del raccolto sul territorio nazionale, a cui fa fronte un prezzo del miele sostanzialmente stabile».

Miele, api fuggono dalle campagne
 
   
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