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Varroa e peste i nemici “naturali”

 
     

PALERMO (15 maggio 2008) - Tra gli agenti patogeni che possono causare malattia e mortalità delle api, distinguiamo quelli che colpiscono la covata e quelli delle api adulte. Tra i primi si annoverano peste americana, peste europea, varroasi e virosi. Tra quelli che colpiscono le api adulte troviamo varroasi, nosemiasi e virosi. Ciò che ancora oggi però preoccupa l’intera apicoltura sono la varroa e la peste americana. Per quanto riguarda la varroa (Varroa destructor), segnalata per la prima volta nel 1981 in Italia e nel 1983 nella nostra regione, si tratta di un acaro la cui femmina, di colore rossastro (1,7 millimetri di larghezza e 1,1 di lunghezza) munita di apposito apparato boccale, si nutre della emolinfa delle api e delle loro

Alveare
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larve. Al contrario il maschio, di colore grigiastro e di forma rotonda (0,8-0,7 millimetri) è afago e dopo l’accoppiamento muore rimanendo all’interno delle cellette. La riproduzione e lo sviluppo dell’acaro avvengono esclusivamente nelle cellette dei favi opercolati. L’azione distruttiva dell’acaro avviene principalmente a carico della covata e le api che sfarfallano presentano una riduzione del loro peso di circa il 25%, deformazioni alle ali e una longevità e vitalità ridotte. Allo stato attuale nessun trattamento chimico o biologico è riuscito a debellare questa malattia ma semplicemente a ridurne il grado d’infestazione e, se non curata in tempo e con prodotti adeguati, le famiglie sono destinate a scomparire. Spesso ad aggravare la malattia intervengono agenti secondari come virus di cui la varroa sembra agire come attivatore e vettore. Solo il controllo con interventi appropriati e con programmi territoriali può ridurre anche lo sviluppo di alcune malattie virali. Per quanto attiene il bacillo della peste americana (Paenibacillus larvae), di cui in questi ultimi anni abbiamo assistito a una recrudescenza, esso si diffonde rapidamente attraverso spore resistenti a qualsiasi trattamento farmacologico e che possono permanere nell’ambiente per molti anni. La peste americana colpisce la covata e la malattia si manifesta in genere molto tempo dopo l’inizio dell’infezione. Se non individuata per tempo può compromettere la sopravvivenza di diverse famiglie e contagiare alveari limitrofi. Normalmente le cellette colpite si presentano infossate, scure, umide con un piccolo foro. All’interno, la larva, ormai decomposta ha un aspetto filamentoso di colore bruno più o meno scuro contenente milioni di spore.
Il metodo adottato nella cura di questa malattia consiste nella distruzione di tutto il materiale infetto (telaini di covata, api) lasciando la possibilità di recuperare l’arnia e gli attrezzi usati dopo appropriata disinfezione. Oggi è più che mai accettato, oltre che vietato dall’Unione europea, l’abbandono dei trattamenti chemioterapici. Molteplici le motivazioni: inducono una guarigione apparente, si possono formare nel tempo batteri resistenti, ed inoltre le spore, resistenti agli antibiotici, rimangono nell’alveare e nell’ambiente per molto tempo con pericolo di reinfestazione, allorché si verifica un indebolimento delle famiglie. La trasmissione delle malattie può avvenire in generale tra api dello stesso alveare, attraverso gli scambi alimentari, tra apiari diversi, fino a una distanza di 3-4 chilometri, dagli scambi commerciali di materiale infetto e dal materiale apistico contaminato. Per una sufficiente prevenzione delle malattie delle api è importante attuare moderne tecniche e concezioni di conduzione degli apiari associate a una maggiore professionalità e a una corretta gestione igienica degli alveari. Ciò che preoccupa molto di più la nostra apicoltura è la moria per intossicazione dovuta agli antiparassitari e agli erbicidi usati in agricoltura per il trattamento di piante e alberi da frutta. La maggior parte degli antiparassitari agisce, infatti, perturbando gravemente la trasmissione dell’impulso nervoso delle api e causandone disorientamento, paralisi e morte.

Pietro Arculeo
Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia

 
   
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