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Le vie della zagara, strade della sicilianità

 

L'iniziativa punta a realizzare diversi itinerari nelle zone agrumicole siciliane

 
     
di Orazio Vecchio    
   

PALERMO (12 febbraio 2008) - Una serie di percorsi, tappe e presìdi attraverso gli odori, i sapori e le tradizioni delle aree di produzione del “tesoro” di Sicilia. Per ora, come riportato nel mensile Terrà appena uscito, è soltanto un progetto, ma “Le vie della zagara. Itinerari tra gli agrumi di Sicilia” hanno tutti i presupposti per diventare al più presto realtà. L’iniziativa, lanciata dall’Unità operativa 44 dell’assessorato regionale Agricoltura e presentata nel corso di un apposito convegno a Catania, ha subito suscitato l’interesse di produttori, albergatori, consorzi di tutela ed esperti. E già nel corso di quest’anno potrebbe diventare operativa.“Le vie della zagara” sono pensate come un circuito d'itinerari

Zagara
LE VARIETÀ
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nelle zone di produzione agrumicola d’antica e recente costituzione, mettendo in rete imprenditori ed enti pubblici e privati, accomunati dall’obiettivo di valorizzare e promuovere la cultura degli agrumi come patrimonio esclusivo della Sicilia. Scopo del progetto è creare sviluppo economico e sociale, inserendo tale cultura in un contesto territoriale ed intersettoriale di fruizione delle risorse. «Non possiamo pensare la nostra agrumicoltura – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via – legata esclusivamente alla dimensione produttiva. Si tratta di un’attività multifunzionale che integra finalità ambientali e turistiche».
Questo progetto, secondo l’assessore, rappresenta una tappa molto importante. «Per lo sviluppo dell’agricoltura siciliana – prosegue La Via – è fondamentale promuovere percorsi che non siano semplicemente connessi con la produzione, ma nei quali sia possibile abbinare anche momenti di attrazione turistica, che portino una presenza diversa sul mercato e rilancino l’immagine del territorio. Non a caso il terzo asse del Piano di sviluppo rurale 2007-2013 è destinato alla diversificazione aziendale, con circa il 13% delle risorse utilizzabili per la promozione e implementazione di attività diverse che mirano comunque alla valorizzazione del territorio e dei relativi prodotti. Ora che ci sono opportunità e prospettive, le idee devono essere sviluppate». E le risposte dei responsabili dei consorzi di tutela sono state da subito favorevoli. «Valorizzare una realtà come la nostra è un fatto positivo – osserva Giovanni D’Agati, presidente del consorzio “Tardivo di Ciaculli” – perché siamo noi stessi già un presidio, con le nostre coltivazioni a ridosso della città di Palermo. Un itinerario di riscoperta dei luoghi e del territorio potrebbe portare a rivalorizzare il prodotto nel senso della qualità».
Alessandro Scuderi, presidente del consorzio di tutela Arancia rossa di Sicilia Igp aggiunge: «Il consorzio di tutela ha nei suoi programmi anche quello del marketing territoriale, che non esclude il legame del produttore con il territorio. Quando un turista viene qua, vuole visitare gli agrumeti. Ma spesso è impossibile pensare a un discorso del genere. Per questo ritengo che “Le vie della zagara” siano una proposta molto interessante».
«Stiamo cercando di rilanciare il limone Interdonato – spiega Attilio Interdonato, presidente dell’omonimo consorzio di tutela – non solo dal punto di vista delle caratteristiche, ma anche rispetto alla valorizzazione dei luoghi». Basta, infatti, pensare che il territorio dove si coltiva l’Interdonato offre uno degli scenari più caratteristici della Sicilia, che va dall’entroterra ricco di vegetazione del Messinese fino ad arrivare al mare di Taormina. «A livello di quantità di produzione non possiamo competere – ammette il presidente del consorzio –, ma possiamo senz’altro valorizzare le bellezze paesaggistiche».
Identica consapevolezza c’è a Siracusa, come ammette Fabio Moschella, presidente del consorzio di tutela del Limone di Siracusa Ipg: «Il nostro è di fatto un modello concreto di agricoltura sostenibile, che si estende sulla fascia del mare da Noto ad Avola, Cassibile, Augusta, toccando un comprensorio che è sito Unesco». Luoghi che con la tipicità coniugano identità e storia.
«La Sicilia per tanti anni, forse, ha dimenticato la sua vocazione agrumicola – chiosa Giuseppe Pasciuta, presidente del consorzio di tutela Arancia Ribera di Sicilia Igp – ed è questa che deve riscoprire. Finalmente, anche grazie al ruolo dei consorzi, qualcosa sta cambiando e con “Le vie della zagara” si potrà fare tanta strada».

 

 

 
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