l’attuazione della riforma, secondo gli addetti ai lavori, è davvero troppo tardi. Intanto le proiezioni effettuate dai tecnici dell’assessorato Agricoltura della Regione Siciliana, parlano chiaro. «I dati a nostra disposizione – spiega La Via – non lasciano spazio a dubbi: se il meccanismo di calcolo previsto dal decreto del Mipaaf dovesse essere approvato, alla Sicilia, principale regione produttrice di agrumi in Italia, arriverebbero poco meno di 900 euro per ettaro, contro gli oltre 1.250 destinati alla Calabria. Se si tiene conto del fattore di correzione legato alla trasformazione, in Calabria si arriverebbe a quasi 2.300 euro per ettaro contro i 1.600 della Sicilia». «Non possiamo assolutamente essere in linea con l’orientamento del ministro De Castro – continua l’assessore – siamo anzi convinti della necessità di difendere la nostra agrumicoltura. A tale scopo abbiamo già provveduto a fornire i dati in nostro possesso alle organizzazioni di categoria in vista dell’incontro di mercoledì prossimo a Roma». Un altro aspetto da tenere in considerazione, secondo La Via «è quello legato alla natura stessa dell’aiuto». La riforma dell’Ocm ortofrutta approvata a Bruxelles prevede l’introduzione del disaccoppiamento totale, ossia di un aiuto non legato alla produzione. «Possiamo mai definire disaccoppiato – si chiede l’assessore – un aiuto ancorato alla quantità di prodotto inviato all’industria di trasformazione? La scelta del ministero deriva dalla necessità di assicurare una maggiore tutela alle aziende in favore delle quali era finora erogato un aiuto ai sensi del regolamento 2202 del ’96. Ma è bene ricordare che nell’ambito di applicazione di questo regolamento non sono mancate in passato situazioni poco chiare, sulle quali peraltro sono in corso accertamenti, che ci hanno fatto correre il rischio di perdere ingenti risorse comunitarie». Una situazione analoga si prospetta anche per la provincia di Taranto. Lo fa presente in una nota la Cia, la Confederazione italiana agricoltori, che ha chiesto all’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Enzo Russo, all’assessore alle Attività produttive della provincia di Taranto, Luca Conserva, e ai sindaci dei comuni agrumicoli del Tarantino di attivarsi presso il ministero delle Politiche agricole per scongiurare questo pericolo. «Bisogna a tutti i costi evitare – scrive la Cia – che la Regione Puglia venga penalizzata a vantaggio di altre regioni agrumicole italiane», come sarebbe già avvenuto nella approvazione della Ocm per l’olio. «In Calabria – precisa la Cia – il calcolo delle rese medie per l’olio di oliva è molto più alto di quello della Puglia, pur mantenendo lo stesso numero di piante per ettaro». La Cia jonica auspica infine che nell’incontro decisivo tra le regioni agrumicole, in programma alla fine di ottobre al ministero delle Politiche agricole, ci sia una difesa dell’intero comparto agrumicolo.
Anche in Sicilia, la Cia fa sentire la propria voce. In una nota, la Confederazione degli agricoltori, osserva che «l’incredibile voltafaccia del ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, in merito all’applicazione della riforma Ocm ortofrutta è una mazzata per gli agrumicoltori siciliani». «Siamo allibiti e delusi – dichiara il presidente provinciale della Cia Catania, Francesco Costanzo –. Il ministro De Castro è venuto a Catania prendendosi gli applausi dei produttori agricoli nell’annunciare un decreto che stabiliva un aiuto agli agrumicoltori italiani uguale per tutti e adesso ci ritroviamo davanti un decreto che assegna ai produttori calabresi aiuti che possono arrivare sino a due volte e mezzo rispetto agli aiuti previsti per gli agricoltori siciliani. Non è così che si tutela il libero mercato e la concorrenza, abbiamo denunciato più volte la scarsa trasparenza nell’applicazione del regolamento sulla trasformazione degli agrumi che negli anni passati ha penalizzato fortemente le imprese agrumicole siciliane, adesso si rischia di legalizzare una distorsione evidente penalizzando chi ha operato per la qualità ed il mercato». La Cia di Catania, infine, ribadisce di trovarsi in linea con le posizioni unitarie espresse dalle organizzazioni agricole Cia , Coldiretti e Confagricoltura, e fa appello «a tutte le forze politiche e ai deputati siciliani affinché contrastino con forza il tentativo di discriminare la Sicilia e le sue forze produttive sane».
Proiezione della possibile applicazione della riforma Ocm agrumi, utilizzando le superfici
dello schedario agrumicolo e quelle dichiarate dai produttori per l’aiuto alla trasformazione di agrumi ai sensi del Reg.Ce 2202/96 (fonte Agea - 22/10/2007) |
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Regioni |
Superfici agrumicole (schedario Agea) |
Superfici dichiarate per aiuto
Reg. 2202/96 |
Premio per aziende fuori sistema della trasformazione (euro/ha) |
Premio per aziende inserite nel sistema della trasformazione (euro/ha) |
Sicilia |
45.451,63 |
28.399,04 |
898,65 |
1.617,57 |
Calabria |
29.097,85 |
20.233,41 |
1.266,75 |
2.280,15 |
Basilicata |
1.573,48 |
443,61 |
851,62 |
1.532,92 |
Puglia |
2.069,58 |
539,74 |
568,18 |
1.022,72 |
Campania |
159,93 |
994,52 |
915,75 |
1.648,36 |
Lazio |
91,51 |
70,03 |
574,59 |
1.034,26 |
Sardegna |
21,26 |
0,00 |
467,28 |
467,28 |
Totale |
78.465,28 |
49.780,35 |
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