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Fitosanitari, spesso un nemico da abbattere  
Un'indagine dell'Assessorato su alcune coltivazioni ne svela i perché  
     
PALERMO (27 agosto 2010) – L’informazione in agricoltura è necessaria. Ma essa deve essere realistica e non, come sempre più spesso accade nel corso di convegni e seminari, uno “specchietto per le allodole”. In tali circostanze, infatti, gli agrumicoltori vengono “imbottiti” di pubblicità sui prodotti fitosanitari. Le comunicazioni sembrano essere talmente convincenti che molti sono disposti a pagare di più per gestire i parassiti con metodi convenzionali a scapito delle gestioni bio. Metodi, questi, che in realtà non funzionano veramente, o comunque non sempre. Pertanto, prendendo in considerazione il metodo convenzionale di gestione dei parassiti degli agrumi e mettendo in dubbio i benefici promessi
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attraverso i messaggi pubblicitari, l’assessorato delle Risorse agricole e alimentari ha svolto un’indagine sul territorio siciliano per verificarne effettivamente i risultati.

L’indagine Per svolgere lo studio, per tre anni, sono stati coinvolti un numero di volontari, che fosse rappresentativo degli agrumicoltori e che avesse problemi di infestazioni “economiche” (cioè gravi) di cocciniglia rossa sui frutti. Il primo gruppo, era formato da persone che gestivano i parassiti degli agrumi in modo convenzionale, mentre l’altro gruppo non aveva alcun problema legato al cambio di gestione dal “convenzionale” all’“integrato”, cioè un mix di uso di tecniche di monitoraggio, ricorso sporadico a prodotti fitosanitari “bio” e uso frequente di lanci aumentativi di insetti utili su circa 3000 ettari (una superficie statisticamente rappresentativa perché significa circa il 5% della superficie agrumicola regionale della Sicilia). Ai partecipanti è stato chiesto quanto fossero disposti a pagare per una gestione convenzionale e per una al “naturale”.

I risultati La maggior parte dei partecipanti appartenenti al gruppo di controllo “convenzionale” era consapevole dei benefici dei prodotti fitosanitari, tuttavia in pochi conoscevano la biofabbrica di Ramacca (Ct), gestita dall’Ente per lo sviluppo agricolo, attraverso cui venivano forniti gratuitamente gli insetti utili alla gestione fitosanitaria. A tutti sono stati dichiarati sia i potenziali benefici della gestione mediante il ricorso a due o tre prodotti fitosanitari all’anno (convenzionale) che i potenziali rischi (maggiori costi e danni per la salute e l’ambiente). Sembra che le informazioni non fossero così rilevanti e che l’incertezza scientifica proclamata sugli stessi avesse un impatto esclusivamente sull’eventuale costo aggiuntivo del tipo di gestione. È interessante notare che anche i partecipanti del gruppo “al naturale” reagivano positivamente alle informazioni. Al contrario, le informazioni relative alle incertezze scientifiche circa l'impatto dei prodotti fitosanitari sulla riduzione delle popolazioni naturali “residenti” nell’agrumeto di insetti utili non è stato influente tra gli agrumicoltori del gruppo “convenzionale”.

Le conclusioni Secondo i dirigenti non viene fatta del tutto chiarezza durante i messaggi pubblicitari e sarebbero, per tale motivo, necessarie ulteriori informazioni per l’agrumicoltore sul rapporto costo/danno. Da un punto di vista normativo, questo esperimento suggerisce che è indispensabile per i governi valutare non solo informazioni e prestazioni fitosanitarie, ma anche incentivi e percezioni degli agrumicoltori dei prodotti fitosanitari legati alla gestione convenzionale. L’accettazione delle domande di salute da parte delle autorità pubbliche o le agenzie devono essere rigorose per evitare la proliferazione dell’uso di prodotti fitosanitari di dubbio beneficio per la salute delle popolazioni di insetti utili “residenti”nell’agrumeto, da cui spesso dipende l’esito finale dell’infestazione sui frutti a raccolta. È indubbio che quando si è spinti sull’onda emozionale di un messaggio pubblicitario si può mettere da parte il buon senso e magari spendere molto di più per un tipo di gestione dei parassiti che in realtà non mantiene le promesse. A questo riguardo sarebbe più utile che prima di permettere di vantare certe proprietà si facessero i controlli atti a verificare la reale potenzialità della gestione fitosanitaria convenzionale reclamizzata.
 
RiccardoTumminelli
Servizio fitosanitario regionale
 

 

 
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