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Basilicata, settore agrumicolo in crisi    

Resta ancora da commercializzare il 70% della produzione

 
   

POTENZA (27 novembre 2007) - Il settore ortofrutticolo lucano é in uno «stato di crisi gravissimo» e nel Metapontino, in particolare, il settore agrumicolo «sta mettendo in ginocchio le imprese». A lanciare l’allarme è una nota della Coldiretti-Basilicata che aggiunge: «Resta da commercializzare il 70% della produzione di agrumi, in particolare delle clementine». La Coldiretti sottolinea che nella provincia lucana, gli ettari ad agrumi sono circa diecimila, 2.500 dei quali dedicati proprio alle clementine, per un valore lordo di produzione agrumicola di circa 60 milioni di euro nelle annate normali. L’organizzazione di categoria definisce «vergognoso il rapporto all’interno della filiera: da 15-20 centesimi di euro al chilo al produttore a

Basilicata, settore agrumicolo in crisi
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1,50-2 euro al chilo sul banco di mercati e supermercati». «La Coldiretti – si legge ancora nella nota – chiede l’intervento dell’assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata, Roberto Falotico, per giungere ad un accordo per la vendita di soli agrumi lucani e per la promozione delle clementine del Metapontino sui canali televisivi nazionali, per avere controlli sui marchi e sull’origine dei prodotti in vendita, per il ripristino della zona protetta da organismi nocivi alle piante su tutto il territorio italiani e per vietare la commercializzazione di agrumi affogliati provenienti dalla Spagna».

 

 

 
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