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Femminello, il nuovo alleato dei reni

   

Il succo del limone aretuseo contro la calcolosi da ossalati di calcio

 
   

PALERMO (8 agosto 2008) - Usare il succo di limone di Siracusa come farmaco naturale contro la calcolosi renale. È questo l’obiettivo di uno studio che verrà avviato a breve dall’istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Bergamo. Il progetto punta a verificare i benefici del succo dell’agrume sulla riduzione delle dimensioni e formazione dei calcoli renali, composti prevalentemente da ossalato di calcio. Prima dell’avvio dello studio, come riportato sul numero 6 di Terrà, i ricercatori dovranno stabilire il numero esatto dei pazienti (circa 300) e la quantità di succo di limone da somministrare, due volte al giorno, sulla base della reale percentuale di acido citrico contenuto. Le anticipazioni parlano di 200 millilitri al

Il succo di femminello
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giorno per ogni paziente, richiedendo un quantitativo complessivo di poco meno di 33 mila litri nell’arco dei tre anni, destinato ai 150 pazienti trattati con succo di limone. Gli altri 150 osserveranno la dieta di norma consigliata a chi soffre di calcoli e un’alimentazione idrica superiore al normale. Elemento fondamentale per lo studio era l’individuazione di interlocutori capaci di fornire consistenti quantitativi di succo di limone fresco. A questa richiesta ha risposto prontamente il consorzio per il Limone di Siracusa, che ha deciso così di partecipare  a un’iniziativa che potrebbe avere importanti ritorni in termini d’immagine e rappresentare una grande occasione economica. «Siamo stati attratti da questa iniziativa – afferma il presidente del consorzio, Fabio Moschella – e abbiamo iniziato una collaborazione con l’istituto “Mario Negri”, guardando a utili che potrebbero contribuire alla crescita economica dei produttori locali. Alla soddisfazione per essere stati individuati come referenti per la fornitura del succo di limone, quindi, si uniscono prospettive commerciali di grande livello una volta ultimata la ricerca con risultati positivi. Va sottolineato, infatti, che Siracusa rappresenta la zona di produzione di limoni più importante d’Italia e che questo studio potrebbe spostare interessi di ordine economico dando ulteriore fiducia alle aziende di produzione e agli agricoltori». Ma non si tratta solo di crescita dei guadagni e di ulteriore definizione dell’immagine agricola e commerciale locale. Il consorzio, infatti, intende coinvolgere anche i settori sanitari aretusei competenti di nefrologia. Il fine è quello di aprire nuovi scenari che potrebbero rendere il Siracusano riferimento territoriale per la fornitura del succo di limone, con particolare riferimento al limone Femminello di Siracusa: una varietà Igp, che presenta pregevoli caratteri qualitativi apprezzati dai consumatori di tutto il mondo. La capacità di produrre succo superiore al 30%, la ricchezza di ghiandole oleifere, l’elevata quantità e qualità di oli essenziali, la grandezza complessiva, la finezza della buccia e l’alto contenuto di acido citrico, sono le caratteristiche per le quali il Femminello rappresenta, da solo, oltre un quarto della produzione limonicola italiana.

L’esperto: «Una cura senza effetti collaterali»
Come ogni ipotesi, anche quella che il succo di limone possa ridurre le dimensioni e la formazione di calcoli renali deve essere supportata da precisi dati scientifici, provenienti da un’attenta e meticolosa ricerca, oltre che dallo studio delle risposte individuali dei pazienti. «L’obiettivo – commenta Piero Ruggenenti, nefrologo dell’unità di Nefrologia degli ospedali riuniti di Bergamo e ricercatore dell’Istituto “Mario Negri” – è quello di avere informazioni sufficienti da uno studio complesso che coinvolgerà circa trecento di pazienti».
Quali sono i criteri dello studio?
«Alla metà dei pazienti saranno somministrati 100 ml di succo di limone al mattino e alla sera, mentre l’altra metà sarà trattata con metodologie tradizionali che comprendono dieta e carico idrico».
Perché il succo di limone? Si può sostenere l’esempio dell’eliminazione del calcare domestico con l’uso di acidi?
«Sì, l’esempio è corretto. Il punto è che la formazione dei calcoli, una patologia quasi sempre di origine ereditaria, si riscontra nei pazienti in cui sono carenti sostanze solventi che impediscano l’aggregazione dei sali. Noi intendiamo verificare se l’acido citrico, contenuto in una certa percentuale nel succo di limone, renda i sali più solubili e, dunque, non capaci di aggregarsi. Se questo sarà confermato, dovremmo assistere non solo alla riduzione del calcolo presente, ma anche a una scarsa se non nulla nuova formazione».
Il succo del limone di Siracusa è quello più indicato?
«Certamente è importante la percentuale di acido citrico contenuta nel succo».
I farmaci tradizionali sono spesso causa di effetti collaterali, tanto che molti pazienti sospendono la cura. Il succo di limone, somministrato quotidianamente, può dare origine a effetti non graditi soprattutto a chi soffre di gastrite?
«No, questo è un luogo comune. L’acido citrico è paradossalmente un antiacido. Non ci sono quindi effetti collaterali».

 
   
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