e con l’applicazione del coefficiente di resa, a chi in passato ha già usufruito del regime di aiuti alla trasformazione. Secondo Alfredo Mulè, presidente regionale della Coldiretti, «un’ipotesi peggiore poteva essere riconoscere lo storico degli aiuti, alternativa che avrebbe tenuto fuori tutti i produttori che non hanno mai usufruito di contributi». In questo modo, invece, viene destinato all’Isola circa il 50% delle risorse complessive. I premi ammonteranno a circa 900 euro ad ettaro per le aziende di produzione e a circa 1.600 per quelle inserite nel sistema della trasformazione.
Per la Cia siciliana questa rappresenta un’ombra in mezzo alle tante luci della riforma. «Un aiuto ad ettaro uguale per tutti – spiega Carmelo Gurrieri, presidente regionale dell’associazione – avrebbe premiato meglio la professionalità, l’impegno e lo sforzo competitivo degli agrumicoltori siciliani che non hanno accettato la logica della trasformazione come unico sbocco di mercato». Per l’assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, Giovanni La Via, «si tratta di un accordo importante, che segna una svolta nell’attribuzione dell’aiuto al reddito per il comparto». «Nel corso dei numerosi incontri a Roma al ministero – aggiunge La Via – abbiamo avuto modo di confrontare diverse proposte e valutare nuovi possibili modelli di ripartizione del plafond finanziario che permettessero di ridurre gli squilibri tra le diverse regioni produttive. Siamo riusciti a far convergere sulla Sicilia una percentuale elevata delle somme destinate al comparto, facendo riconoscere oltretutto per i produttori di agrumi destinati al mercato del fresco il diritto di accesso all’aiuto al reddito». In altre parole, se si fosse adottato un criterio basato sui dati storici, buona parte dei produttori siciliani sarebbe rimasta esclusa. «È per noi motivo di grande soddisfazione – sottolinea ancora l’assessore La Via – essere riusciti a estendere l’aiuto a tutti i produttori di agrumi». Il comparto agrumicolo rappresenta, infatti, il primo caso, nell’ambito della riorganizzazione dell’Ocm ortofrutta, nel quale sia previsto un aiuto al reddito destinato a tutti i produttori, compresi quelli tradizionalmente indirizzati al mercato del fresco.