verrà applicato un coefficiente di correzione che tiene conto delle rese. Solo un terzo del plafond, invece, sarà ripartito, sempre sulla base delle superfici agrumicole e con l’applicazione del coefficiente di resa, a chi in passato ha già usufruito del regime di aiuti alla trasformazione.
Il risultato finale porta alla Sicilia, prima regione produttrice di agrumi in Italia con i suoi 45 mila ettari coltivati di cui 28 mila destinati alla produzione di agrumi per l’industria di trasformazione, circa il 50% delle risorse complessive. Una somma che si attesta intorno ai 60 milioni di euro e che comporterà un premio di circa 900 euro ad ettaro per le aziende di produzione e di circa 1.600 per quelle inserite nel sistema della trasformazione. In ordine di entità di risorse assegnate, seguono poi Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Lazio e Sardegna. «Si tratta di un accordo importante, che segna una svolta nell’attribuzione dell’aiuto al reddito per il comparto», commenta soddisfatto La Via. Che aggiunge: «Nel corso dei numerosi incontri a Roma al ministero abbiamo avuto modo di confrontare diverse proposte e valutare nuovi possibili modelli di ripartizione del plafond finanziario che permettessero di ridurre gli squilibri tra le diverse regioni produttive. Siamo riusciti a far convergere sulla Sicilia una percentuale elevata delle somme destinate al comparto, facendo riconoscere oltretutto per i produttori di agrumi destinati al mercato del fresco il diritto di accesso all’aiuto al reddito».
In altre parole, se si fosse adottato un criterio basato sui dati storici, buona parte dei produttori siciliani sarebbe rimasta esclusa. «È per noi motivo di grande soddisfazione – sottolinea ancora l’assessore La Via – essere riusciti a estendere l’aiuto a tutti i produttori di agrumi». Il comparto agrumicolo rappresenta. Infatti, il primo caso, nell’ambito della riorganizzazione dell’Ocm ortofrutta, nel quale sia previsto un aiuto al reddito destinato a tutti i produttori, compresi quelli tradizionalmente indirizzati al mercato del fresco. Situazione ben diversa, infine, è registrata in altri comparti: per pomodoro e pere l’applicazione della riforma ha portato infatti alla definizione di un aiuto che in effetti è disaccoppiato, ossia riferito alle superfici, ma che è destinato solo a quei produttori che hanno conferito all’industria di trasformazione.