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Spagna, in crisi il settore agrumicolo |
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Pochi ricavi per i produttori e i consumi diminuiscono del 40% |
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MADRID (16 aprile 2009) - I mercati sono saturi, i negozi pieni, i prezzi coprono a malapena i costi di produzione e i frutti rimangono sulle piante. Le arance spagnole semplicemente non si vendono. Il prossimo mese sarà decisivo per il bilancio finale dell’attuale campagna agrumicola, giunta ormai all’80% del suo percorso stagionale. I prezzi degli agrumi, crollati già nel periodo natalizio, non danno segni di ripresa. Già in avvio di campagna, l’associazione di agrumicoltori della provincia di Huelva aveva dato l’allarme riguardo al calo dei prezzi, compresi tra 0,15 e 0,18 euro/kg. Il consumo è diminuito del 40%, mentre nel contempo la produzione di agrumi in Spagna ha raggiunto quest’anno 6,5 milioni di tonnellate. I costi di produzione sono |
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| aumentati, la quantità di manodopera disponibile è rimasta la stessa. Nella provincia di Huelva si prevede che la produzione raggiunga 430.000 tonnellate su una superficie coltivata di 16.300 ettari. La frutta destinata al trasformato non ha spuntato che il prezzo di 0,09 euro, perciò alcuni produttori hanno scelto di lasciare i frutti sulla pianta, in quanto il prezzo non ripaga nemmeno i costi di produzione e si rischia di andare in rovina. In generale, la situazione negativa è stata innescata da un surplus di offerta che ha saturato i mercati. |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||