| tempo contributi unificati).
La norma, che risale a tantissimi anni fa, venne istituita per rendere giustizia al Mezzogiorno d’Italia gravato da costi superiori a quelli del Settentrione, come nel caso dell’irrigazione che si protrae per oltre sei mesi, o gravato da ritardi inammissibili sulle infrastrutture, e non solo quelle legate alla viabilità, ma anche alle reti consortili o alle enormi spese legate ai trasporti per esitare le produzioni.
Cosa avverrà se la norma non verrà reintrodotta o stabilizzata per legge? È facile a dirsi. Innanzitutto i costi relativi alla contribuzione previdenziale avranno una vera e propria impennata, con aggravi che porteranno la contribuzione giornaliera per operaio alla cifra di circa 35 euro (già dall’1 agosto tali importi sono schizzati alle stelle).
Molte aziende prevedono di ricorrere al licenziamento del personale assunto, mentre altre prevedono di ricorrere al lavoro prestato da pensionati, aumentando così da un lato la crisi occupazionale, dall’altro il fenomeno del lavoro nero.
Ma c’è di più: le aziende che vorranno rimanere nella legalità e sopportare i nuovi costi si ritroveranno in serie difficoltà al momento del pagamento degli importi scaturenti dalla mancata fiscalizzazione degli oneri sociali. Ne conseguirà, in molti casi, la chiusura dell’azienda e l’instaurarsi di un contenzioso enorme fra le aziende agricole e una pubblica amministrazione cieca.
Il legislatore ha la piena responsabilità di tutto quanto avverrà in seguito all’assenza di adeguate decisioni. Il rammarico più forte proviene dal fatto che 215 deputati e 103 senatori del Mezzogiorno non hanno sentito la necessità di combattere in Parlamento la giusta causa della stabilizzazione della fiscalizzazione degli oneri sociali. |
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