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Biomasse, nuovo progetto Marche-Svim

 

Scarti vegetali, liquami e legname utilizzati per produrre energia

 
   

ROMA (23 settembre 2008) - Utilizzare gli scarti vegetali, il legname e i liquami, per scaldarsi, viaggiare e accendere la luce. La produzione di biocarburanti, energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili è, infatti, al centro del progetto europeo “Bioforenergy, promosso dalla Regione Marche e dalla Svim (Società sviluppo Marche), presentato ad Abbadia di Fiastra. Il progetto ha coinvolto inoltre la Regione Abruzzo e alcuni territori di Serbia e Bosnia Erzegovina. Per le Marche le aree destinate a ospitare impianti a biomasse sono la valle del Misa Nevola con 12 Comuni (Barbara, Belvedere Ostrense, Castel Colonna, Corinaldo, Montecarotto, Monte San Vito, Morro d'Alba, Ostra, Ostra Vetere, Ripe, San Marcello, Serra de

Biomasse
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Conti) ed il fermano con 13 Comuni (Fermo, Altidona, Grottazzolina, Lapedona, Magliano di Tenna, Monerubbano, Monte Urano, Ponzano, Porto San Giorgio, Porto sant'Elpidio, Rapagnano, Sant'Elpidio a mare, Torre San Patrizio). «Con questo progetto – ha sostenuto il vicepresidente e assessore all'Agricoltura della Regione, Marche Paolo Petrini – vogliamo sensibilizzare le popolazioni delle aree coinvolte nella produzione di bioenergie sulle opportunità offerte da questo tipo di filiera, sia per l'effetto sul costo delle bollette sia per quanto riguarda le opportunità economiche offerte al sistema agricolo e forestale marchigiano». Gli impianti a biomassa previsti nelle Marche dovrebbero consentire di produrre, entro il 2013, circa 380 gwh di energia, rispetto ad un fabbisogno di quasi 9 mila gwh, in costante crescita. Dovrebbero rappresentare, quindi, un'importante fonte di produzione di energia alternativa.

 
   
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