|
|
|
| Home | Informazione | Eventi & Sagre | Multimedia | Scaffale |
Energie alternative, arriva il bioetanolo da canne lacustri |
|||||||||||
In Italia la prima esperienza europea sui biocarburanti di seconda generazione |
|||||||||||
ROMA (14 luglio 2008) - Sembra essere tra le canne lacustri, nelle colture spontanee quindi delle zone umide, la soluzione al conflitto etico tra produzione agricola per l’alimentazione umana e quella per il fabbisogno energetico. «Parte dall’Italia, nell’Oltrepò Pavese – annuncia il presidente di Assodistil (industriali distillatori di Alcoli e di Acquaviti) Antonio Emalvi – l’esperienza, la prima in Europa, di un’azienda, la Ibp Spa, che è in procinto di investire in bioetanolo di seconda generazione, quello appunto che sfrutta la cellulosa della canne che fioriscono attorno ai laghi». Nella produzione di biocarburanti derivanti da cellulosa, sottolinea il presidente di Assodistil, «si risolve finalmente il dilemma food |
![]() |
|
|||||||||
for energy portato alla ribalta in tutto il mondo dall’emergenza cibo. E si riporta nel giusto alveo lo sviluppo di energie alternative da scarti agricoli, fino a poco tempo fa “benedetti” per l’indubbio taglio alle emissioni di Co2 e perciò contemplate dal Protocollo di Kyoto». Quella della autoproduzione di bioetanolo, che è un’esperienza avviata dagli anni Ottanta sia negli Stati Uniti e Brasile, sta dunque arrivando prima in Canada con l’avvio di bioenergie dalla paglia e ora in Italia «con il progetto-pilota dell’azienda del gruppo Mossi & Ghisolfi (M&G Finanziaria). Come onda lunga – dice Emalvi – delle esperienze d’oltreoceano, ma con parametri di produzione a minore emissione di anidride carbonica, quindi eco-sostenibili, oltre che eticamente non conflittuali con la domanda di cibo da parte delle popolazioni». Per il primo impianto nazionale di produzione di biorcarburanti di seconda generazione, precisa Emalvi, Guido Ghisolfi è nella fase di pre-costruzione dell’impianto nell’alessandrino, a Tortona. «La sfida – dice Ghisolfi, peraltro grande produttore di resine in Pet per imballaggi e bottiglie – è ottenere biocarburanti da una biomassa nuova e poco costosa, la canna palustre che costa un settimo del mais. Abbiamo un team di 40 ricercatori e lavoreremo con Mit, Dupont, Politecnico di Torino e Imperial College di Londra. Entro il 2012 – annuncia l’imprenditore – sarà realizzato il primo impianto dimostrativo semindustriale». Per avviare in Italia una nuova impresa per la produzione di bioetanolo occorrono, secondo le stime del presidente di Assodistl: un investimento di oltre 100 milioni di euro, e almeno 36 mesi di tempi tecnici, che dovrebbero includere il confronto con la popolazione del territorio circostante l’impianto; la concessione di terreni liberi da colture per il set aside o di basso profilo agronomico, come le aree palustri; e l’avvio dell’iter per la valutazione dell’impatto ambientale. Assodistil che con circa 70 aziende associate, grapperie comprese, rappresenta il 95% dei produttori italiani di alcol etilico, non intravede una corsa dei produttori di grappa verso la conversione a bioetanolo. «Stiamo registrando nuovi ingressi in Assodistil proprio dai grandi nomi del mondo delle grappe, come le distillerie friulane Nonino e le piemontesi Sibona Spa e Vieux Moulin, ma perché in un mercato maturo come quello della grappa – afferma Emalvi – serve una rappresentatività più forte. E una valorizzazione dell’alta qualità dei distillati Made in Italy, arma di competizione strategica dei nostri prodotti, alla luce della generalizzata flessione dei consumi dei superalcolici. Ma nonostante il momento difficile di mercato, e il taglio dei contributi alle grapperie derivante dalla riforma dell’Ocm vino, nei nostri alambicchi continuerà a circolare acquavite, mentre per lo sviluppo di bioetanolo il Paese aspetta da Bruxelles le norme applicative di progetto triennale presentato con la Finanziaria 2007». |
|
||||||
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||