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Sicilia, l’agroenergia in laboratorio

 

A Caltanissetta il primo centro dedicato alle analisi del biocombustibile

 
     
di Paola De Simone    
   

CALTANISSETTA (8 aprile 2008) - È il primo laboratorio siciliano in grado di effettuare analisi specifiche sui biocombustibili. Nato da un finanziamento del Por 2000-2006, con il sostegno dell’assessorato regionale all’Industria, il laboratorio nisseno del Parco scientifico e tecnologico della Sicilia (Pst) possiede già i requisiti per diventare un punto di riferimento per le analisi delle energie da fonti rinnovabili. Si profila una proficua collaborazione tra il Pst e l’assessorato regionale Agricoltura, già promotore del progetto Fisica, finalizzato alla sperimentazione di colture per la produzione di biocarburanti. Lo sviluppo del settore si muove così nell’Isola sotto il segno della sinergia e complementarietà degli investimenti. L’aspetto altamente

Agroenergia
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Intervista al presidente
 
 
 
 
 
 

innovativo di questo laboratorio, come riportato sul numero di Terrà appena uscito, risiede nella tecnologia che verrà utilizzata. Oltre 300 mila euro, infatti, sono stati destinati all’acquisto di una strumentazione analitica specializzata, come quella usata nel settore petrolchimico, in grado di effettuare un’accurata caratterizzazione merceologica e fisico-chimica del combustibile solido e liquido. Tra attività di campo e analisi di laboratorio, il centro nisseno si propone di selezionare le colture energetiche che meglio si adattano alle condizioni pedoclimatiche del territorio,  in termini sia agronomici sia di resa energetica; di valutare le metodologie più efficienti nelle varie fasi di processo; di sperimentare l’utilizzo di nuove tecnologie lungo la catena di produzione e di analizzare anche il mercato, reale e potenziale.
Saranno prese in considerazione varie colture, con particolare attenzione a quelle non ancora sufficientemente valutate per la produzione di energia, come la Crambe abissinica, la Jatropa curcas e, per il biodiesel, la Brassica carinata, già oggetto di studio del Consorzio Gian Pietro Ballatore. Una parte importante nelle analisi l’avranno anche gli scarti di lavorazione agricola, come sarmenti e resti di potatura, e agroalimentare, come sanse, vinacce e gusci di frutta secca.

 
   
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