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Portogallo, crescono investimenti nelle bioenergie

 

La produzione, invece, potrebbe arrivare a 1,3 milioni di tonnellate

 
   

ROMA (17 dicembre 2007) - In Portogallo, gli investimenti per la costruzione di stabilimenti per produrre biodisel e bioetanolo superano i 658,9 milioni. Lo sottolinea l’Istituto italiano per il commercio estero (Ice). Oltre la Torrejana, anche la Iberol sta producendo e possiede una capacità di 100 mila tonnellate l’anno. Circa la stessa quantità che dovrebbero produrre le unità della Biovegetal, della Prio Biofuels (Martifer) e della Tagol. Tra gli impianti in costruzione, la fabbrica della Enerfuel (Enersis) per 25 mila tonnellate all’anno; la Greencyber, che ne prevede 250 mila a partire dal 2009 e la Sbn 14 mila. Tra i piccoli produttori, in totale 12 mila tonnellate, Avibom Energia, Amalga, Dieselbase e Space. Inoltre,

Bioenergie
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l’obiettivo della Galp, società energetica portoghese, è raggiungere le 500 mila tonnellate di capacità di produzione di biocombustibili di seconda generazione nel 2010 con un investimento di 225 milioni. Il Portogallo, considerando la produzione attuale e quella prevista, potrebbe raggiungere quota 1,3 milioni di tonnellate. «Contrariamente a quello che succede per il biodiesel – spiega l’Ice – la produzione di bioetanolo in Portogallo è ancora inesistente. Un’unità produttiva della Ethagal (Sapec, Thanda, Vantu, Weber e Agroges) dovrebbe produrre 80 mila tonnellate all’anno, mentre una fabbrica della Lusofuel produrrà tra 100 e 120 mila tonnellate l’anno».

 
   
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