“corta”, che valorizza il ciclo produttivo delle colture tipiche. Ciò è stato possibile grazie all’individuazione di un territorio di riferimento dove verrà avviata una prima sperimentazione, l’individuazione delle imprese agricole interessate a farne parte, il coinvolgimento dei principali attori locali, pubblici e privati, nella definizione del modello e nella partecipazione alla sperimentazione stessa. Attraverso un’analisi del territorio della provincia di Roma è stato possibile individuare le aree vocate, le opportunità e le potenzialità della filiera, analizzando i possibili sistemi di produzione agricola e la fattibilità tecnico-ambientale ed economica. Il primo step del progetto ha riguardato, infatti, lo studio del territorio di riferimento, prendendo in esame le caratteristiche ambientali e gli aspetti agronomico-strutturali. Successivamente, sono state definite le caratteristiche, gli aspetti tecnologici, produttivi, ed ambientali di ciascuna fase produttiva della filiera: dalla coltivazione alla trasformazione in bioil e biodiesel fino al loro utilizzo. Il progetto Energea ha, però, messo in evidenza alcune criticità, che, ad oggi, impediscono il concreto avvio delle produzioni. Infatti, nell’ambito della produzione agricola e della trasformazione, il prodotto primario e le tecnologie di coltivazione e di trasformazione risultano costose e con scarsa efficienza energetica. Inoltre nell’ambito dell’organizzazione della filiera è difficile omogeneizzare le attese ed i fabbisogni di imprenditori così eterogenei tra loro ed infine la terza ed ultima criticità riguarda senza dubbio gli aspetti economico-finanziari che l’avvio di una nuova attività comporta. Il progetto Energea ha inteso, invece, sviluppare un modello di filiera agro-energetica locale in grado di produrre per soddisfare una precisa esigenza di consumo, coinvolgere gli interessi dei singoli attori locali che già operano nella stessa filiera, garantire la continuità attraverso la stipulazione di "accordi di filiera" di medio-lungo termine, produrre economie di scala (per esempio nei trasporti) e ridistribuire equamente su tutta la filiera il valore aggiunto prodotto.