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Sapore di mare per la trota siciliana

   

La Macrostigma al centro di un progetto per allevarla in acque salmastre

 
     
di Annalisa Ricciardi    
   

PALERMO (31 marzo 2008) - È in arrivo la trota salmastra di Sicilia. Si tratta della Macrostigma (Salmo cetii), una specie autoctona che verrà allevata in acque salmastre al fine di rispondere, sotto il profilo organolettico, alle aspettative dei consumatori siciliani, abituati al pesce di mare, con carni più compatte e sapide di quello delle acque interne. Una prima parte del progetto, come riportato nel numero di Terrà appena uscito, è già stata realizzata sulla più comune trota iridea. «Grazie all’opportunità offerta da un’azienda del Ragusano, la Salvamar di Pozzallo, che alleva trote in acque salmastre, si sta saggiando il finissaggio di soggetti della Oncorhyncus mikiss in acque a salinità crescente, con concentrazioni oltre i 6

Trota
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mS/cm», spiega Alfonso Milano, dirigente dell’assessorato Agricoltura, che sta seguendo il progetto. Si ottiene così un prodotto qualitativamente superiore alla comune trota d’acqua dolce. «Il pesce è stato ingrassato, o per meglio dire “finissato”, per circa tre mesi – continua Milano – e poi trasformato da una azienda di affumicatura del pesce, la Koinè Fish Trading di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento». Il trasformato affumicato di pesce che si ottiene è un prodotto a elevato valore aggiunto, dalle superiori caratteristiche organolettiche e nutrizionali, caratterizzato da carni più compatte e perfettamente integre sotto il profilo sanitario a causa dell’alta concentrazione salina delle acque di ingrasso. Un nuovo prodotto da proporre sul mercato come “Trota di Sicilia”. «Attualmente si è già arrivati al terzo lotto in prova – precisa il dirigente – saggiando soggetti di pezzatura, via via crescente, più richiesti dal mercato e dall’industria di trasformazione». Prossimo step: individuare nella fase intermedia della filiera un’azienda che accresca, in condizioni ottimali, i soggetti provenienti dall’incubatoio e da allevare successivamente in acque salmastre dove finissare e trasformare il prodotto. «Entro il 2008 – conclude Milano – sarà realizzata una filiera interamente regionale sfruttando la specie autoctona, con l’aiuto di un incubatoio larvale di proprietà della Provincia di Ragusa.

 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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