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I laghi siciliani fanno scuola a Bracciano

   

Il modello di sviluppo rurale dei bacini dell’Isola preso come esempio di gestione degli invasi

 
     

PALERMO (20 giugno 2008) - La Sicilia vola a Bracciano. Ed esporta il suo modello di sviluppo rurale integrato degli invasi, intesi non solo come riserve d’acqua, ma anche come fulcro trainante dei territori limitrofi. Tutto questo, come riportato nell'ultimo numero di Terrà, in Sicilia, è “Laghivivi”: un percorso articolato e suggestivo, unico nel panorama dei laghi italiani, che già da due anni coinvolge sedici invasi artificiali dell’Isola, e che Bracciano ha chiesto di esporre nell’ambito dei seminari previsti durante la manifestazione “Laghidivini”, in programma da oggi fino al 22 giugno a Bracciano. La Sicilia, che ha un solo lago naturale, quello di Pergusa (En), a dispetto della propria cronica carenza di distribuzione idrica, è una

Acquacoltura






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Lago di Piana degli albanesi
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delle regioni italiane col più alto numero di invasi artificiali (47). Questa sorta di oceano d’acqua dolce è spesso ubicato in territori di grande interesse naturalistico e totalmente ignorato per quanto riguarda il grande potenziale idrobiologico. Da qui è nata l’idea di considerare questo patrimonio un pregiato bene per l’economia dei territori che lo ospitano, in grado di apportare, alla stregua dei territori costieri, benefici economici, sociali e ambientali. Con “Laghivivi”, il dipartimento Interventi infrastrutturali dell’assessorato regionale Agricoltura intende, dunque, proporre una azione programmatica in grado di animare il territorio afferente ai bacini, attivando modelli sostenibili di fruizione e sviluppo delle sponde, che possano essere recepiti da soggetti pubblici o pubblico-privati nei contesti previsti dal Psr 2007-2013. è nata così l’esigenza di verificare lo stato fisico, biologico e ambientale dei laghi, effettuando un monitoraggio scientifico delle acque e dei sedimenti e animando, parallelamente, l’“ambiente lago” attraverso una serie di iniziative promozionali itineranti. In collaborazione con la Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee), in virtù del fatto che un’alta percentuale di utenza potrebbe essere costituita proprio dai pescasportivi, e con le scuole (progetto “Laghivivi nelle scuole”), l’iniziativa ha portato sulle sponde dei laghi, dal 2007 a oggi, più di 6000 “sorpresi” visitatori, ignari di poter godere delle bellezze lacustri e della ricchezza culturale ed enogastronomica di questi territori. Inoltre, l’indagine biocenotica dell’ambiente lacustre sommerso costituirà un primario e utilissimo lavoro preliminare, che, completato dai dati morfometrici, da quelli trofici e dalle analisi delle acque e dei sedimenti già effettuati da altre istituzioni di ricerca, rappresenterà un esauriente documento conoscitivo utile alla gestione e salvaguardia dell’invaso stesso. Attualmente il monitoraggio è stato completato in sette laghi, ad opera del personale esperto dello Sfai (una struttura interna alla Fipsas che monitora ed effettua il ripopolamento delle acque interne italiane). Una volta ultimato il monitoraggio dei restanti nove laghi, tutti i dati raccolti verranno sistematizzati e resi pubblici. Il coordinamento scientifico del progetto è di Antonino Duchi, biologo ittiologo esperto in monitoraggio ambientale.


Il progetto in sei punti

La metodologia relativa all’indagine per tutti i laghi campioni prevede le seguenti azioni:
  • Prelievo dell’ittiofauna mediante reti “da posta” con maglia da.6-10 mm con idoneo mezzo nautico ed equipe di      pescatori professionisti;
  • Verifica a campione dei cestini dei pescasportivi;
  • Operazioni di rilievo sul pescato;
  • Rilievo con sonda multiparametrica per analisi su bacino;
  • Prelievo plancton con rete (maglie da 0.03 mm)
  • Determinazioni chimiche, fisiche e biologiche di routine e specialistiche.

Alfonso Milano (Uo 69)

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