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Otto tentacoli per la Sicilia

   

Un progetto regionale punta alla riproduzione in cattività del polpo

 
     

di Roberto Giaconia

   
   

PALERMO (23 settembre 2008) - Riprodurre in cattività una delle specie ittiche più richieste dal mercato. È questo, come riportato nell'ultimo numero di Terrà, l’obiettivo del progetto “Verifica dei protocolli sperimentali di specie innovative” della Rete regionale acquacoltura avviato nel 2006 presso l’avannotteria della società “Acquacoltura Lampedusa”. «In particolare – spiega il responsabile della Rete regionale acquacoltura, Alfonso Milano – si punta sulla riproduzione controllata del polpo (Octopus vulgaris): una specie che offre buone opportunità di successo e suscita l’interesse di molte aziende che hanno auspicato il coinvolgimento, già ampiamente dimostrato in altri settori dell’acquacoltura, del

Polpo
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dipartimento Interventi infrastrutturali». In effetti, il polpo è una specie molto interessante per le grandi opportunità che riveste sotto il profilo commerciale e tecnologico. La prova siciliana si avvale della collaborazione scientifica dell’Università Federico II di Napoli e precisamente del dipartimento di Scienza naturali e ambientali dove lavora Anna Di Cosmo, una dei maggiori esperti europei di molluschi cefalopodi e polpo in particolare. Il progetto “polpo” è iniziato con il reperimento in natura dei riproduttori, la loro stabulazione e riproduzione in vasca, previo sessaggio e adattamento delle coppie. Grazie alle particolari condizioni biologiche e chimico-fisiche delle sue acque, Lampedusa è l’habitat ideale per la sperimentazione sui polpi. Ma il progetto nel 2007 ha subito una brusca frenata: «Lo scorso anno – afferma Milano –, pur essendo riusciti a produrre le larve,  abbiamo dovuto interrompere la prova per una “inadatta” procedura burocratica, avviata dalla sovrintendenza ai Beni ambientali, in merito a una struttura precaria, non tamponata, all’interno dell’avannotteria destinata al ricovero delle larve. In attesa di sbloccare la questione burocratica, abbiamo messo a punto un protocollo di collaudo sperimentale-dimostrativo che permetterà la realizzazione del progetto».

 
   
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